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Inter, Ausilio boom: “Stagione programmata male! Conte…”

Ausilio e il dg Gardini ©Getty Images

INTER AUSILIO / Sono pesanti, e forse un ‘invito’ a Suning per un suo allontanamento, le dichiarazioni che Piero Ausilio ha rilasciato ieri al Corso di perfezionamento in Diritto Sportivo e Giustizia Sportiva, presso l’Università degli Studi di Milano. Il Ds nerazzurro, fresco di rinnovo triennale ma ulteriormente depotenziato dall’arrivo di Walter Sabatini – il coordinatore tecnico di Inter e Jiangsu è atteso oggi a Milano – si è tolto più di un sassolino dalla scarpa attaccanto la proprietà e la squadra. Ecco le parti più importanti del suo intervento portate alla luce da ‘calciomercato.com’:

CATTIVA PROGRAMMAZIONE – “A una settimana dall’inizio della stagione, per mille motivi, si decide di mandare via Mancini o se ne è andato lui… Dopo è stato scelto tecnico straniero (de Boer, ndr)… Anche chi non ha immaginazione poteva capire che non è modo di cominciare la stagione. Devi iniziare da capo con la preparazione, con la conoscenza dei calciatori e devi anche riprendere il concetto di squadra, dato che chi c’era prima preferiva un modulo diverso, o si fidava di alcuni calciatori invece che di altri. L’Inter quest’anno ha programmato male, abbiamo cambiato 4 allenatori, arriveremo settimi o ottavi. Eppure la rosa dell’Inter è una rosa di buoni calciatori”.

SCARSA COMUNICAZIONE – “Dobbiamo essere più forti a comunicazione. Un giornale (Tuttosport, ndr) ha sparato Conte all’Inter prima della sfida con la Juventus, lì andava sostenuto Pioli… Abbiamo perso la partita e per tutta la settimana si è parlato dell’allenatore che sarebbe venuto al posto di Pioli. È in quei momenti che devi dare sostegno al tecnico”.

SQUADRA SPACCATA – “Ad Appiano non c’è gente che non si allena, però manca il senso di solidarietà, non sono riusciti a creare il gruppo per questioni di etnia, di età, ma anche di personalità e valori umani. Non ci sono cattivi ragazzi, arrivano al mattino, fanno colazione insieme e si allenano bene, si fermano a pranzo. Non sono un gruppo solidale tra loro, ci sono tanti gruppetti e tanta gente che pensa a se stessa. Ognuno non fa più del suo, non c’è grande personalità e forza d’animo”.

GABIGOL – “Dobbiamo sviluppare un discorso, rischiare qualcosa, e quando rischi a volte va bene e volte va male. Bisogna rischiare anche prendendo calciatori giovani. Gabigol? No quello è qualcosa di diverso, ma non posso spiegarlo… (ride, ndr)“.

NUOVO ALLENATORE – “Bisogna confrontarsi con situazioni contrattuali e di mercato. Conte? Stiamo pensando ad allenatori con quelle caratteristiche, però poi vai a vedere e tutti i top sono al Chelsea, al Tottenham, all’Atletico Madrid, alla Juve, ecc. Bisogna raffrontarsi anche a questo tipo di situazioni…”.

JUVE DISTANTE – “Ogni giorno trovate sui giornali giocatori che prenderemo e soldi che spenderemo, ma la verità è che dobbiamo rispettare il tetto salariale. Il nostro fatturato è tra i 200 e i 230 milioni di euro, mentre quello della Juve, che partecipa regolarmente alla Champions League, è di 400 milioni. Ci sono quasi 200 milioni di differenza tra l’Inter e la Juve. Questo divario non si riduce prendendo i migliori calciatori, perché poi i migliori calciatori vanno dove ci sono più soldi, dove possono giocare la Champions. Perché vogliono vincere”.

FAIR PLAY FINANZIARIO – “La nuova proprietà cinese potrebbe tranquillamente comprare i giocatori più famosi tipo Cristiano Ronaldo, ma la verità è che non possiamo farlo perché c’è quel famoso Financial Fair Play, che tiene conto dello sviluppo del club, che a sua volta deve avere una struttura che gli permette di arrivare a giocatori di una certa importanza. È un percorso che richiede tempo, idee, management. Bisogna fare meno errori possibili, sicuramente meno di quelli che abbiamo fatto quest’anno, dove ce ne sono stati tantissimi”