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Il Club
Scudetti

Palmares:
Trofei Nazionali:
18 Scudetti: 1909/10, 1919/20, 1929/30, 1937/38, 1939/40, 1952/53, 1953/54, 1962/63, 1964/65, 1965/66, 1970/71, 1979/80, 1988/89, 2005/06, 2006/07, 2007/08, 2008/09, 2009/10.
7 Coppa Italia: 1938/39, 1977/78, 1981/82, 2004/05, 2005/06, 2009/10, 2010/11.
5 Supercoppa italiana: 1989, 2005, 2006, 2008, 2010.
Trofei Internazionali:
3 Coppa Campioni/Champions League: 1963/64, 1964/65, 2009/10.
3 Coppa Uefa: 1990/91, 1993/94, 1997/98.
3 Coppa Intercontinentale/Mondiale per Club: 1964, 1965, 2010.
Magliette

Storia
La sera del 9 marzo 1908, un gruppo di dissidenti del Milan Cricket and Football Club decide di fondare una nuova società. Alla base della scelta l'insoddisfazione e la voglia di lavorare con criteri diversi, meno rigidi. È così che inizia la storia dell'Inter o, per essere precisi, del Football Club Internazionale di Milano. I soci fondatori sono il pittore Giorgio Muggiani, Boschard, Lana, Bertolini, Fernando De Osma, Enrico, Carlo e Arturo Hinterman, Pietro Dell'Oro, Ugo e Hans Rietman, Voelkel, Maner, Wipf e Carlo Ardussi. E' la preistoria del calcio, c'è incertezza su molti particolari, la stessa grafia dei nomi Maner e Rietman è dubbia. Certa, invece, la nomina del primo presidente, Giovanni Paramithiotti, veneziano di nascita, mentre il pittore Muggiani assume la carica di segretario e inventa lo stemma: le sigle "FCIM" intrecciate in campo oro, chiuso da due cerchi, uno nero e uno azzurro, i colori della notte e del cielo.
Durante il periodo fascista, non piace l'apertura "internazionale" che deriva dal nome della squadra. E così, nell'estate del 1928, viene annunciato l'accordo di fusione con un'altra società della città, l'Unione Sportiva Milanese. Il nome cambia in Società Sportiva Ambrosiana (da Sant'Ambrogio, patrono di Milano dopo esserne stato Vescovo). Inizialmente cambia persino la maglia (bianca, segnata dal Fascio Littorio e dallo stemma di Milano), ma tornerà presto nerazzurra. E anche il nome Inter, nel 1932, sarà abbinato a quello di Ambrosiana. L'abbinamento Ambrosiana-Inter dura 13 anni.
La Grande Inter è la madre di tutte le Inter: di quelle prima e di quelle dopo, di quelle che saranno. E' il simbolo, la poesia che tutti i tifosi conoscono a memoria: Sarti; Burgnich, Facchetti; Bedin, Guarneri, Picchi; Jair, Mazzola, Domenghini, Suarez, Corso. Il tecnico non è semplicemente un allenatore, è "Il Mago" Helenio Herrera, colui che rivoluziona tutto nel calcio italiano: dalla preparazione atletica alla tattica, dalla richiesta d'ingaggi all'alimentazione degli atleti, dalla comunicazione al rapporto con il presidente. Dietro le quinte della squadra capace di vincere, in cinque anni, tre scudetti, due coppe dei campioni e due coppe intercontinentali troviamo Italo Allodi, il Richelieu della scrivania, il responsabile dell'organizzazione in Società e del calciomercato. Sopra tutto e tutti, nel cuore della leggenda, anima e motore della Grande Inter, padre e solo per amore nerazzurro padrone, Angelo Moratti, il Presidentissimo. Fu l'inizio dell'era della Grande Inter, capace di vincere tre scudetti tra il 1963 e il 1966, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. La prima Coppa dei Campioni i nerazzurri la conquistarono nella finale contro il Real Madrid, già vincente cinque volte in tale competizione, sconfitto per 3-1, mentre la seconda fu messa in bacheca dopo il successo sul Benfica di Eusébio al Meazza per 1-0.
Il 1968 segnò la fine di un ciclo, con l'abbandono di Moratti e di Herrera. La presidenza passò a Ivanoe Fraizzoli, sotto la cui guida il club tornò a vincere lo scudetto nel 1971, con Giovanni Invernizzi in panchina subentrato a metà stagione (unica squadra italiana a vincere il tricolore con un allenatore subentrato) e con Boninsegna capocannoniere. Ingaggiato nel 1977 l'allenatore Eugenio Bersellini, detto il sergente di ferro, nel 1978 l'Inter vinse di nuovo dopo 39 anni la Coppa Italia, sconfiggendo in finale il Napoli per 2-1. Durante la stagione 1979-80 scoppiò lo scandalo del Totonero che coinvolse il mondo del calcio (e non solo) e si concluse con la retrocessione in Serie B del Milan e della Lazio. L'Inter vinse il suo dodicesimo scudetto. Nel 1982 i nerazzurri si aggiudicarono nuovamente la Coppa Italia dopo aver sconfitto in finale il Torino con i risultati di 1-0 e 1-1. Fu il terzo successo per l'Inter nella competizione.
Nel 1984 divenne presidente Ernesto Pellegrini. Nel 1989 il nuovo allenatore Giovanni Trapattoni condusse la squadra al suo tredicesimo scudetto, detto scudetto dei record. I nerazzurri, infatti, ottennero 58 punti con i 2 assegnati per ciascuna vittoria, una quota mai raggiunta da nessuna altra squadra. Nel novembre 1989 la bacheca di via Durini accolse la prima Supercoppa italiana, conquistata contro la Sampdoria, sconfitta con il punteggio di 2-0. Gli anni novanta portarono gloria all'Inter solo in campo europeo. Alle deludenti prestazioni in campionato, infatti, fecero da contraltare i tre successi in Coppa UEFA in quattro finali disputate, vinte contro la Roma nel 1991, contro il Casino Salisburgo nel 1994 e contro la Lazio nel 1998.
Nel febbraio 1995 i Moratti tornarono al timone della società, che venne acquistata da Massimo, figlio di Angelo. La fine del millennio fu avara di soddisfazioni, eccezion fatta per la Coppa UEFA vinta nel 1998.
Nel 2004 l'avvento in panchina di Roberto Mancini aprì un ciclo di vittorie. Risalgono alla gestione dell'allenatore jesino la conquista di due Coppe Italia (su quattro finali tutte contro la Roma), due Supercoppe italiane (contro Juventus e ancora Roma) e, soprattutto, tre scudetti. Nel 2006 emerse lo scandalo denominato Calciopoli che coinvolse alcuni club di Serie A tra cui la Juventus, alla quale fu revocato lo scudetto del 2005, non assegnato quello successivo e retrocessa in Serie B. Lo scudetto del 2006, invece, fu assegnato proprio all'Inter da una commissione di tre saggi composta da Gerhard Aigner, ex segretario generale dell'UEFA, Massimo Coccia, avvocato ed esperto di diritto sportivo e Roberto Pardolesi, Ordinario di diritto privato comparato, creata ad hoc dal Commissario Straordinario della FIGC, l'avvocato Guido Rossi, per dirimere la questione dopo la non assegnazione del titolo al club bianconero. Nel 2007 la squadra si aggiudicò un nuovo scudetto dei record, conquistato dopo 18 anni sul campo con cinque giornate d'anticipo al termine di un campionato dominato, in cui la squadra subì una sola sconfitta contro la Roma, sconfitta a inizio stagione nella Supercoppa italiana ma che poi avrebbe battuto i nerazzurri nella finale di Coppa Italia. La stagione del centenario si aprì con la sconfitta in Supercoppa di lega, ma si chiuse con un nuovo scudetto, il sedicesimo, e un'altra battuta d'arresto in finale di Coppa Italia.
Nel 2008 giunse sulla panchina dell'Inter José Mourinho, che condusse la squadra alla vittoria della Supercoppa italiana ancora contro la Roma (questa volta ai rigori) e al diciassettesimo scudetto, il quarto consecutivo; successo che consentì ai nerazzurri di raggiungere il Milan nell'albo d'oro del campionato italiano. All'inizio della stagione 2009-10 la squadra nerazzurra perde per 2-1 la sfida contro la Lazio in Supercoppa italiana. Il prosieguo della stessa vede l'Inter conquistare il suo diciottesimo scudetto (superando il Milan e divenendo la seconda squadra italiana per numero di scudetti, dopo la Juventus), la sua sesta Coppa Italia ma soprattutto, il 22 maggio contro il Bayern Monaco al Santiago Bernabéu di Madrid, la sua terza Coppa dei Campioni dopo 45 anni di attesa, la prima da quando ha mutato il proprio nome in Champions League, realizzando così il treble mai riuscito a nessun'altra squadra italiana. A fine maggio, il tecnico portoghese lascia l'Inter per passare alla guida del Real Madrid.
Il 10 giugno 2010 il ruolo di tecnico fu assunto da Rafael Benítez. Lo spagnolo, dopo aver conquistato la Supercoppa italiana, la Coppa del mondo per club e aver perso la Supercoppa UEFA, lascia il club milanese il 23 dicembre dello stesso anno. Al suo posto arriva Leonardo che subito vince la Coppa Italia in finale contro il Palermo.
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