INTER MANCINI SCUDETTO MILAN MOURINHO / MANCHESTER (Inghilterra) – Molte volte era stato vicino a vestire i colori nerazzurri, prima ai tempi della Sampdoria e dopo quando era un giocatore della Lazio. Di fatto Roberto Mancini fece il suo approdo da allenatore, il primo a vincere lo scudetto dell’era Moratti. Un rapporto, quello con il presidente, di stima , finito nel marzo del 2008 con il tecnico di Jesi che annuncia a i mezzi stampa le sue dimissioni a fine campionato dopo un Liverpool-Inter. Salvo poi tornar sui suoi passi, Mancini, venne sostituito da Mourinho, rimanendo deluso dalla mancata conferma sulla panchina nerazzurra. I rapporti si raffreddano, per poi arrivare al disgelo quando il ‘Mancio’ si siede sulla panchina del City dello sceicco Al Mansour. Nessuna nostalgia del calcio italiano, definito dalle stesso allenatore ‘impoverito’, nonostante l’incrocio con un’italiana, il Napoli, che ha ben figurato nella fortezza di Manchester. Dalle pagine del quotidiano sportivo ‘Tuttosport’, Roberto Mancini torna a parlare del campionato di Serie A, di scudetti, di Mourinho e Gasperini: “Chi vincerà il campionato? Il Milan è favorito perché ha vinto lo scudetto. Dietro le altre: Inter, Juve, Napoli, Lazio, Roma. Mi piace la Roma, ha buoni giocatori ma ci vuole pazienza, non si può mettere subito tutto in discussione”. Non mancano le domande riguardo allo scudetto 2006: “Non so, non sono parte in causa e mi tiro fuori. Ci sarà ben qualcuno che primo o poi deciderà. E comunque senti tuoi gli scudetti che vinci sul campo”. Intanto i tre ko hanno messo Gasperini a rischio panchina: “Hanno perso Eto’o, hanno cambiato modulo e allenatore, un ciclo sta finendo. Si sono già mossi prendendo giovani bravi. Occorrerà tempo. Non so se Moratti avrà pazienza, è difficile anche dire se è rimasto spiazzato dopo aver avuto due tecnici di personalità come me e Mourinho”. Ultima battuta sul campionato italiano: “Il calcio italiano si è impoverito. Speravo che società come Juve, Inter o Milan acquistassero Pastore e Sanchez, invece sono finiti all’estero. Vorrei che si tornasse agli Anni 80, quando si prendevano i grandi. Non sono pessimista di natura ma sono troppi i problemi per rilanciare il pallone, anche perché sono troppe le polemiche”. Roberto Mancini sembra ormai aver sposato il calcio inglese, chissà se tornerà per vincere ‘in campo’ l’ennesimo scudetto con una formazione italiana.
Luigi Perruccio
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