INTER NUOVA STAGIONE RITIRO GIOCATORI MORATTI/ MILANO – Eccoli, pronti. Si parte, insieme. Con fiducia ed entusiasmo, destinazione Pinzolo. Arrivati, sorrisi, dichiarazioni qua e là, abbracci, risate. Senza scomporsi più di tanto. E’ l’Inter, la nuova Inter targata Stramaccioni, battezzata da Moratti, costruita, seppur non ancora completata, da Marco Branca e Piero Ausilio. Anche loro, i due dirigenti, fanno parte della vecchia guardia. La rivoluzione morattiana non li ha minimamente sfiorati. Ma questa, è un’altra storia. Che avventura sia. C’è Zanetti, il capitano. Trentanove anni ad agosto prossimo, fisico asciutto come sempre, volto disteso e felice. Come un bambino, Javier. Dimostra dieci anni di meno, vero simbolo del professionismo ai massimi livelli. C’è Samuel: barba incolta, testa rasata a zero. Faccia da duro, fisico roccioso. Titolare indissolubile e indiscutibile della difesa, con lui, ci sarà Matias Silvestre. Argentino, proveniente dal Palermo.
Scorrono i giocatori, eccone arrivare un altro: Diego Milito. Il Principe, il bomber che non ti delude mai. Tanti gol nella passata stagione, tanti nella prossima, si spera. Entusiasmo e un po’ di malinconia. Per Cordoba. Dal campo da gioco alla scrivania, anche se non sembra. T-shirt blu scuro con stemma dell’Inter, volto un po’ imborghesito dal nuovo ruolo. Lontano dal prato verde, ma sempre vicino ai suoi ex compagni. C’è Cambiasso, serio e di poche parole. Con lo sguardo pronto a ripartire, pronto per scrivere altre pagine di storia nerazzurra. Coperto dagli altri, pieno di ricci in testa, ecco Philippe Coutinho. Il futuro e le speranze dei tifosi sono riposte nel giovane brasiliano, chiamato a ripetere le straordinarie prestazioni di Barcellona. L’Espanyol farebbe carte false pur di riaverlo con se. Al baby-Cou è molto legato il giovane-adulto Andrea Stramaccioni. Stile a metà tra lo sportivo e il casual, giusto per non farsi mancare niente. L’aria sbarazzina, stretta di mano a tutti, abbracci allo staff. E’ il solito Strama, definito da tutti ‘uno con le idee chiare’.
Non da meno Moratti, che da sotto gli uffici della ‘Saras’ ha caricato a pallettoni i suoi: “Sono tutti molti carichi, siamo contenti di ricominciare e abbiamo una gran voglia di fare bene. Si deve voltare pagina, anche se tutto è relativo perché ci sono tanti giocatori che hanno fatto la storia dell’Inter e che continueranno a rimanere all’interno della società”. Il presidente è impaziente, vorrebbe stare con i suoi giocatori a Pinzolo. Altri impegni lo terranno per qualche giorno ancora a Milano, poi la fatidica ora arriverà. Salirà sulle Dolomiti fiero e curioso come un bambino, curioso di riassaporare la sua squadra, e di testare con mano la voglia e l’entusiasmo del gruppo, dei tifosi, del tecnico. In attesa di altri arrivi, da Handanovic a Sneijder, passando per Nagatomo. Volti vecchi e nuovi. Aprite il campo, prendete i palloni. Come on.
Raffaele Amato
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