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Inter: sindrome ‘San Siro’ e la copertura difensiva che non va

Andrea Stramaccioni (Getty Images)

INTER SINDROME SAN SIRO DIFESA SOTTO ACCUSA / MILANO – Dici Inter, dici gol. Gol comunque. Fatti e subiti. Undici quelli realizzati dalla squadra nerazzurra in questa stagione: tre in casa, pochini. Otto in trasferta, contando anche l’Europa League. Bottino niente male. Fino a quando non si rovescia la medaglia. Sette sono i gol incassati, e tutti, incredibilmente, fra le mura amiche. Insomma, quel fortino chiamato ‘San Siro’ ora è diventato un incubo. Forse, qualche avvisaglia la si era avuta già nella scorsa stagione. Vabbè, capitolo chiuso, il passato. Torniamo ai fatti.

In casa, l’Inter è stata sconfitta due volte su tre. Contro l’Hajduk, correndo il rischio di una pazzesca eliminazione, e contro la Roma domenica. K.o. significativi per Andrea Stramaccioni. Sotto accusa, analizzando superficialmente le cose, ci è finita la difesa. Sotto gli occhi del ciclone, prima Samuel, poi la nuova coppia – che scoppia, o forse no – formata da Silvestre e Ranocchia. In attesa di nuovi capri espiatori (Chivu?). Ma i problemi non sono del tutto riconducibili alle magagne del reparto arretrato, che certo non brilla per classe e temperamento. E’ il centrocampo, in aggiunta, che non va. Che non protegge, non ripiega. Lasciando così troppo spazio alla manovra avversaria – come visto domenica sera – che con due, massimo tre tocchi riesce ad avvicinarsi all’area nerazzurra. Mal protetta, sicuramente.

Senza trascurare la sindrome di ‘San Siro’. Dove non si vince dall’ultimo derby del campionato precedente. Meglio fuori casa, quindi. Tre i successi ottenuti. Con gioco e meno pressioni. Questione di personalità, forse. O di mancanza di giocatori in grado di prendere  in mano le sorti di una partita. Soprattutto davanti al proprio pubblico. Qualcosa potrebbe cambiare da qui al prossimo impegno contro il Torino. Non è sicuro, però. Anche perché il mercato è chiuso. Con maggiore protezione della difesa le cose si risolverebbero, o con un’altra impostazione tattica. Problemi di Stramaccioni, questi. Con questo andazzo non si va tanto lontani, le ultime due stagioni insegnano.

 

Raffaele Amato

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