INTER MOGGI FASSONE / MILANO – Smessi i panni da dirigente si è cucito addosso quello di editorialista di ‘Libero’, continuando a parlare di calcio. Il calcio, proprio quel mondo per il quale è stato radiato, dopo la vicenda Calciopoli. Oggi per Luciano Moggi esiste una nuova opportunità di vita, beato lui, verrebbe da dire, anche se in fin dei conti il suo essere avvilito nei confronti della società, che lo ha in un certo senso smascherato, continua ad essere perpetuo. L’attacco questa volta tocca a Marco Fassone, neo dg dell’Inter, con un passato alla Juventus. Ecco quanto scrive l’ex dirigente bianconero: “Leggo che Fassone dice di essere sorpreso dalla sentenza Vieri, o ancora della certezza di valori come etica, morale, trasparenza. Per chi non lo sapesse – continua Moggi – nel 2006, l’anno di Calciopoli, il nostro Marco era il secondo e l’ombra di Romi Gai, direttore commerciale della Juve. Nel 2007 ne prese il posto e parlava ben altro linguaggio in difesa della Juve e contro l’Inter. Evidentemente il tempo corre veloce, se l’uomo, questo uomo, cambia parere con la velocità della luce. Soprattutto cambia faccia oltre ai modi di pensare prima era l’ombra di Cobogli Gigli e Blanc, ora è l’ombra di Moratti”. Un’ accusa gratuita , soprattutto proveniente da un personaggio il quale è stato già giudicato da un Tribunale per quanto fatto nel calcio. Per il resto, come è andata a finire lo sappiamo un po tutti.
Luigi Perruccio
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