INTER UN TUFFO NEL MISERO PASSATO SAMIR HANDANOVIC / MILANO – Para quello che deve parare, e forse qualcosa di più. Un bravo portiere è quello che sa infondere sicurezza ai suoi difensori, e in generale a tutta la squadra. E’ quello che non fa interventi spettacolari, anche se alla gente piace, è quello, alla fine, che para il possibile, e un pizzico di impossibile. Natura strana, è un pazzo, il portiere. Pregiudizio sbagliato, se si conosce, anche superficialmente, il numero uno dell’Inter, Samir Handanovic. Bravo tra i pali, superbo nelle uscite, leader silenzioso, freddo. Il che non guasta mai. Domani sera affronterà la sua ex squadra, una delle poche, la Lazio. Già, per novanta minuti, lo sloveno ha difeso i pali dei biancocelesti: ultima giornata del campionato 2005-06, contro il Parma all’Olimpico; 1-0 il risultato finale, porta imbattuta, manco a dirlo. “Con appena 1 milione di euro, la società capitolina avrebbe potuto acquistare il suo cartellino”, svela un amareggiato Ballotta (a ‘La Gazzetta dello Sport’), ex portiere della ‘Beneamata’ per un anno. La Lazio lo ha abbandonato, fu una matricola (allora aveva 21 anni) e una meteora allo stesso tempo: Udine lo ha poi lanciato alla ribalta, a Milano, speran i tifosi, si leverà quelle soddisfazioni cercate invano nelle stagioni passate. Il futuro è suo: Handanovic, la ‘saracinesca’ nerazzurra.
Raffaele Amato
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