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Crisi Inter, i capi d’accusa

Andrea Stramaccioni (Getty Images)

INTER RESPONSABILITA’ CRISI / MILANO – Basterebbe guardarsi indietro, soltanto per qualche istante, per capire dove si è sbagliato. Massimo Moratti ieri ha fatto la mossa giusta, non affossando il suo allenatore (come spesso accaduto in passato), messo sul carro dei sacrificabili dopo la sconfitta pesante di Firenze, ma difendendolo dagli attacchi esterni e, perché no, anche da quelli interni. Il patron nerazzurro ha agito in modo insolito, affibbiando in tutto e per tutto, seppur con il solito stile british, le responsabilità del disastro fiorentino ai suoi amati giocatori, per una notte, solo per una notte, suoi più odiati nemici.

LA CRISI – Inutile nascondersi dietro a una foglia di fico. I pessimi risultati ottenuti da novembre in poi – 16 punti in 14 giornate, media di 1.14 a partita – non sono riconducibili solamente alla gestione altalenante e confusionaria del tecnico nerazzurro, peraltro comprovata dai continui cambi di modulo – 6 da agosto a oggi e formazioni, avvenuti non sempre a causa di infortuni, ma anche al controllo interno del club, all’operato dei dirigenti Branca e Ausilio, e alle sbagliate certezze di Moratti. Il numero uno interista credeva, oggi molto meno, di aver messo a disposizione del suo tecnico una rosa adeguata perfino per lo scudetto.

CAPI D’ACCUSA – Il principale, cioè il mercato: dove né in estate né a gennaio sono stati acquistati – a parte, forse, Kovacic – giocatori in grado di cambiare volto all’Inter, mettendo in secondo piano i ‘vecchi’ senatori, che ancora oggi sono l’ossatura di una squadra che fa fatica, fin da inizio stagione eccezion fatta per il periodo d’oro tra ottobre e novembre, a trovare continuità di rendimento e, quindi, di risultati. Quella continuità necessaria per poter raggiungere traguardi importanti.

In un secondo momento, arrivano gli errori di Stramaccioni, troppo accondiscendente nei confronti della società, sprovvista di un manager in grado di gestire questi momenti, e, forse, nei riguardi di qualche giocatore che ancora tiene in pugno morale e sorti dello spogliatoio. Il derby sarà decisivo per Stramaccioni, molto meno per la classifica. L’Inter, dopo il k.o. della Lazio a Siena, è distante ancora un punto dal terzo posto. Unica nota lieta dell’alba 2013 del club nerazzurro.

 

Raffaele Amato 

Raffaele Amato

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Raffaele Amato

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