INTER, PRIMO ANNO ANDREA STRAMACCIONI / MILANO – Dopo Mourinho, mai nessuno era durato così tanto. Buon segno, forse. Andrea Stramaccioni di hanni ne ha 37, compiuti lo scorso 9 gennaio, ma domani, anche se il suo avvento sulla panchina nerazzurra è cominciato ufficiosamente il 25 marzo 2012, ovvero dopo la sconfitta dell’Inter di Ranieri con la Juventus, potrà spegnere la prima candelina della torta interista. Proprio nel momento più complicato della sua gestione: fin qui farraginosa, entusiasmante, molto altalenante. Da straordinari trionfi, i due derby vinti e la inaspettata impresa contro i bianconeri di Conte il 3 novembre scorso; a sconfitte terribili contro Fiorentina e Siena, solo per citarne un paio. Un anno emozionante per il giovane tecnico, ma anche molto duro. Si intravedono sul suo volto alcune rughe, e i primi segni di stress, immancabili per chi siede sulla scottante panchina nerazzurra: stessi effetti si son visti su Mancini e Mourinho (tra occhiaie e capelli bianchi), per non parlare di coloro i quali non han vinto nulla alla fine dei giochi.
A Stramaccioni restano pochi mesi, massimo due, per ribaltare il suo futuro, o per zittire almeno le voci che parlano di un possibile esonero morattiano a maggio, né il primo né l’ultimo, in caso di non qualificazione alla prossima Champions League. Si sa, dopo fallimenti a pagare è anzitutto l’allenatore. Il bilancio numerico del rampollo romano recita così: 54 incontri, 29 vittorie, 10 pareggi e 15 sconfitte. 49 giocatori utilizzati: Cambiasso, Zanetti e Guarin i più utilizzati (rispettivamente: 50, 47 e 45 presenze).
Ha cominciato con un pittoresco 5-4 contro il Genoa, tre punti che riaccesero allora le residue speranze per il quarto posto: ieri come oggi, l’obiettivo è sempre lo stesso, la Champions. L’avversario stavolta sarà la Juventus, squadra che gli ha cambiato il destino un anno fa. Sabato potrebbe stravolgerglielo un’altra volta, in positivo o in negativo. Per il resto, dipenderà esclusivamente da Moratti, che con coraggio e un pizzico di sana follia decise trecentosessantacinque giorni fa di puntare su un perfetto sconosciuto per rilanciare la sua decaduta Inter.
Raffaele Amato
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