INTER-ROMA STRAMACCIONI / MILANO – Andrea Stramaccioni senza alibi e non battuto in partenza. Il tecnico nerazzurro ha usato le parole giuste nell’odierna conferenza stampa da preludio alla semifinale di Coppa Italia contro la Roma: all’andata vinsero i giallorossi per 2-1. Ha giustamente spento sul nascere l’argomento infortuni, di cui si è fin troppo discusso e a cui ha risposto alquanto ‘scocciato’. Ha invece caricato i reduci, termine quantomai opportuno vista la brutta aria che tira alla Pinetina, della sua azzoppata rosa, “Sono convinto che quelli che giocheranno avranno uno stimolo in più per ribaltare un pronostico che sembra chiuso. Sarà una partita difficilissima, la Roma è una delle squadre che non siamo riusciti a battere in questa stagione. Il presidente ha fatto capire che anche nella bufera navighiamo tutti insieme sulla stessa barca. Domani ci proveremo con tutte le nostre forze, e sapere che sono stati venduti 50.000 biglietti ci dà una carica maggiore: è bello sapere che in un periodo negativo i nostri tifosi ci sono ancora vicini e vogliamo dargli una soddisfazione. Non so quanti altri lo avrebbero fatto”, che domani avrà un impegno davvero complicato soprattutto perché dovrà rovesciare lo svantaggio di un gol patito allo stadio ‘Olimpico’ il 23 gennaio scorso.
L’Inter quest’anno non ha mai sconfitto la compagine giallorossa: 1-3 e 1-1 in campionato, 2-1, come detto, nei primi novanta minuti del penultimo atto del trofeo nazionale: “La squadra è sempre rimasta unita nelle difficoltà“, ha aggiunto Stramaccioni, “La formazione di Andreazzoli è composta da giocatori di talento, in più ha due campioni come Totti e De Rossi“. Il capitano della Roma sarà l’avversario più temibile, con la sua classe sarebbe in grado di valorizzare anche una coppia di elefanti. Ma dall’altra parte ci sono Rocchi e Alvarez (l’argentino è in dubbio), riserve delle riserve che ora rapppresentano per l’allenatore interista le uniche ancore di salvezza: per lui, e per la stessa Inter. Molto più che importanti, anche perché all’appello mancherà lo squalificato Guarin, anzi fondamentali come Vialli e Mancini nella Sampdoria scudettata del 1991. Paragone da clinica dei matti, ma la realtà dei fatti in casa Inter è questa.
Raffaele Amato
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