INTER RICARDO ALVAREZ / MILANO – Né giovanissimo, né vecchio e logoro. Alvarez è a metà strada, come spesso gli è accaduto in questi due anni di Inter. Quando le mamme degli scolari andavano ai colloqui si sentivano solitamente dire dalle insegnanti, “Suo figlio dovrebbe e potrebbe fare di più“.
‘MARAVILLA‘ – Ecco, frase mai più indovinata che qualcuno, in primis Stramaccioni, dovrebbe ripetere prima dell’allenamento giornaliero, o anche negli istanti precedenti il fischio d’inizio di una partita, al trequartista argentino. Il quale sta ora mostrando un po’ delle sue qualità, “perché ora sto giocando nel ruolo che preferisco – ha dichiarato Ricky ai microfoni di ‘Tuttosport’ -. E poi ho finalmente conquistato la fiducia dell’allenatore: adesso mi sento importante per questa squadra. L’ideale per me sarebbe partire ‘largo’ a destra in un ipotetico tridente”.
ERRORI E GIOIE – Due stagioni tra cambi di guida tecnica e fischi: “Non voglio cancellare nulla di questa avventura in nerazzurro, certo ciò che più è mancato finora è stato l’equlibrio. Cambiare tanti allenatori non è stato l’ideale per il mio bene. Ho giocato finora in molti ruoli, il che non mi ha certo giovato”. Il giorno più bello da interista? “Ne scelgo due: i derby vinti nella scorsa stagione”, ha concluso Alvarez.
R.A.
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