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Inter, Moratti: “Da Strama a Mazzarri, ecco perché. Sulla cessione della società…”

Massimo Moratti (Getty Images)

INTER MORATTI MAZZARRI SOCIETA’ – Venerdì sera l’Inter ufficializza, in seguito a tanto attendere e tergiversare, l’arrivo di Walter Mazzarri sulla panchina nerazzurra, in sostituzione di Andrea Stramaccioni, esonerato dopo appena quattordici mesi dalla sua nomina, in virtù degli scadenti risultati sportivi. Non è stato affatto facile, per Massimo Moratti, staccare il cordone ombelicale che lo ha legato fino a ieri con il giovane tecnico romano, scelto in prima persona il 26 marzo 2012: “Ogni esonero è sgradevole – ha commentato il presidente nerazzurro -. Per il momento è un cambiamento dovuto al fatto che quest’anno affronteremo un anno difficile e ho pensato ci fosse bisogno di un allenatore dell’esperienza di Mazzarri. La mia stima nel talento di Stramaccioni resta immutata, sono sicuro che riuscirà a diventare uno degli allenatori più bravi del panorama calcistico italiano”.

I MOTIVI DELL’ESONERO – “Stramaccioni è stato particolarmente sfortunato e in questo momento ha bisogno, forse, di ritrovarsi in una situazione più facile di quella che invece l’Inter, comunque, con l’anno che ha avuto si troverà – ha spiegato Moratti -. Ho pensato anche alla salvaguardia della sua professionalità: aggiungo, a scanso di equivoci, che in questa settimana con lui ho avuto numerosi contatti. Non pensate che non gli abbia mai parlato”.

DURA RISALITA – “Ho scelto Mazzarri perché un allenatore grintoso e con esperienza – ha specificato il numero uno dell’Inter -. Certo, adesso bisognerà vedere come ci muoveremo in sede di campagna acquisti. Abbiamo ora un tecnico con il quale parleremo anche di questo e poi vedremo che cosa salta fuori: le speranze si metteranno al livello di quella che è la squadra. Quest’anno siamo partiti non male, diciamo che era un’Inter per vincere, poi abbiamo avuto veramente tante catatrofi, proprio di carattere fisico, che ci hanno messo in condizione di fare meno bene. Cerchiamo certamente di ricostruire in questi termini per avere obiettivi sicuri“.

IL BENE DI FAMIGLIA – Cinesi, kazaki, indonesiani. Molti ricchi imprenditori, così dicono, vorrebbero acquistare buona parte, o addirittura la maggioranza delle quote – nel caso di Erik Thohir -, ma Moratti, al contrario di quanto si pensi, non ha alcuna intenzione di mollare al primo che passa quel che considera un vero e proprio ‘bene di famiglia‘: “Cedere l’Inter? No, ma figuriamoci”.

 

 

Raffaele Amato

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Raffaele Amato

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