INTER THOHIR MORATTI / GIACARTA (Indonesia) – La calorosa accoglienza ricevuta a Pinzolo, potrebbe dare una mazzata definitiva (in senso negativo) alla trattativa fra Moratti e Thohir per la cessione dell’Inter, o di una parte di essa. Il patron nerazzurro, per la verità, non è mai parso molto convinto di voler mettere da parte passione cuore e vanità, dando spazio così al magnate indonesiano, che avrebbe in mente una ‘Beneamata’ formato Arsenal: giovani affamati – ha fatto trapelare settimane fa – con un allenatore-manager in grado di gestirli e farli maturare. Un simil Wenger, tanto distante, come modello di lavoro e cultura calcistica, dall’attuale tecnico Walter Mazzarri.
Thohir vorrebbe da subito la maggioranza, il che significa potere decisionale sia sotto l’aspetto sportivo sia sotto quello economico-finanziario; il petroliere, invece, desidererebbe ricevere un aiuto in dané per risanare la società, rimanendo come unico e solo proprietario del club. Ovvio che così l’affare mai potrebbe andare in porto: l’indonesiano ha i soldi, ma anche un cervello. E’ uomo che conosce alla perfezione il business: sarebbe ben disposto a investire capitali – circa 300 milioni per l’80 per cento delle quote -, avendo però assoluta certezza che l’Inter sia solo nelle sue mani.
Dirigenza nuova, diversa strategia commerciale e rivoluzione tecnica: stipendi al ribasso, giocatori utili a un progetto a medio-lungo termine. Probabilmente, via anche i giocatori vecchi e logori. Questo, il suo probabile business plan. Adesso l’Inter è tutt’altro. Moratti come farebbe a ‘vivere’ senza la sua Inter? Cosa farebbe domani mattina una volta consumata la colazione? Il nerazzurro è da sempre la sua vita. All’interno della società vi è mezza famiglia del petroliere, per non parlare della dirigenza operativa sul mercato. E’ per questo, e altro, che non vuol cedere.
Anche se Thohir, dall’Indonesia, spinge affinché la trattativa vada in porto: “Ci sono cinquanta possibilità su cento che l’affare finisca in modo positivo – ha dichiarato al ‘Tempo’ tramite il suo smartphone -. Adesso è un momento delicato, meglio parlarne quando sarà un affare concluso”. Se realmente dovesse concludersi, si potrebbe aggiungere. Più passa il tempo, più è forte il rischio che il tutto si trasformi in una mega bolla di sapone. “C’è solo un presidente“, urlavano i tifosi nel ritiro montanaro dell’Inter targata Mazzarri. Zanetti giorni fa ha detto: “Non vedo un’Inter senza Moratti”. Pensano e dicono i maligni: “e un Moratti senza l’Inter?”.
Raffaele Amato
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