INTER NEW GENERATION ICARDI KOVACIC TAIDER / MILANO – Se metti insieme un argentino, un croato ed un algerino capisci bene come comunicare, in fondo, non sia poi così semplice. Tre lingue distanti tra di loro, tanto quanto le rispettive culture ed i relativi modi di vivere. Per fortuna, però, c’è una componente fondamentale nel calcio che si rifà all’unica lingua universale: quella del campo. Si, perché all’interno del rettangolo di gioco,poco importa la provenienza, la lingua, insomma le parole.
Ciò che conta è parlare la lingua del calcio. Così succede che se metti insieme Mauro Icardi, Mateo Kovacic e Saphir Taider, nella ripresa della gara contro il Genoa, dopo un primo tempo opaco, ci si può ritrovare con un secondo tempo pimpante, divertente, convincente. I tre giovani giocatori, appena 60 anni in tre, sono il volto nuovo di quest’Inter che,pian piano,sta cambiando pelle, mirando a ringiovanire una rosa che con la carta d’identità era chiamata a fare i conti
ICARDI – Contro il Genoa Walter Mazzarri gli regala il secondo tempo, dopo che l’infortunio contro il Cittadella aveva messo in allarme il giovane attaccante. Pronti, partenza e via e subito Maurito impegna Perin con un colpo di testa centrale.
Poi tanto movimento – del quale ne giovano gli inserimenti senza palla di Palacio e Guarin – ed una traversa su calcio d’angolo. La sensazione è che quando Icardi avrà trovato la miglior condizione fisica, potrà essere utilissimo alla causa nerazzurra.
KOVACIC – Anche un cieco riuscirebbe a capire quanto questo giocatore possa risultare fondamentale per le sorti dell’Inter. Testa alta, rapidità di pensiero,corsa, tecnica sopraffina, visione di gioco. Tutto quello che un tecnico vorrebbe avere dal proprio centrocampista.Ed è proprio alla luce di ciò che Walter Mazzarri starebbe provando il giocatore nella posizione che a Napoli fu di Hamsik.
TAIDER – “Dei nuovi arrivati sono rimasto impressionato da Campagnaro e Taider“. Le parole di Kovacic confermano quanto visto contro il Genoa. Così, se per il difensore argentino si capisce perché ovunque sia andato è diventato presto l’idolo dei tifosi, per l’algerino, il meno vistoso dei tre, potrebbe nascere un ruolo importante nella mediana nerazzurra.
Luigi Perruccio
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