INTER FUTURO D.S. / MILANO – Cosa servirà all’Inter per alzare il livello professionale della società? Innanzitutto, un direttore sportivo capace di operare sul mercato pur non avendo a disposizione un eccelso budget, che al contempo sia in grado di porsi anche ai media, con piglio deciso e autorevolezza. Perché l’avvento del magnate Thohir, non subito ma a giugno, costringerà Marco Branca ad abbandonare il suo posto di comando.
Per sostituire l’attuale direttore tecnico interista, alle dipendenze (che parolone!) di Massimo Moratti da oltre dieci anni, si sono fatti una serie interminabile di nomi, tra questi i più accreditati – non per forza i più facili da ingaggiare – sono Pradè (in scadenza di contratto con la Fiorentina), Leonardo (è la candidatura che piace di più al petroliere) e, per ultimo, Walter Sabatini, anch’egli col contratto a termine.
Proprio il dirigente giallorosso, ad oggi, pare essere il più ‘complicato‘ da portare a Milano, visto che risulta impensabile un suo abbandono del progetto-Roma giusto ora che i risultati sportivi e ‘mercatari’ stiano dando i frutti sperati.
Sabatini, Pradè o lo stesso Leonardo: candidature prestigiose (e discutibili), ma per raccogliere l’eredità dell’ex ‘Cigno di Grosseto’ il nome ‘giusto’ potrebbe essere quello di Sean Sogliano, direttore sportivo dell’Hellas Verona, ovvero del prossimo avversario dell’Inter in campionato. Sogliano è stato un discreto difensore, e da dirigente ha fatto la gavetta (sconosciuta a qualcuno), partendo dal rifondato Varese – che salì dall’Eccellenza alla serie B, sfiorando la serie A, nei suoi anni di gestione – fino, appunto, al club scaligero, in un anno ricondotto in massima serie.
Negativa (e breve) con l’asterisco, la sua esperienza nel Palermo di Zamparini, famoso trita allenatori e mangia dirigenti. Quarantadue anni, sa prendere i giocatori giusti e coordinare l’intero ‘reparto’ sportivo di un club. Ha occhio lungo e grande dimestichezza nel selvaggio teatrino chiamato impunemente calciomercato. Costerebbe anche di meno a Thohir, business man attento come giusto che sia al bilancio. Unico neo, soprattutto agli occhi dei tifosi: non ha il ‘marchio’ Inter stampato sulla fronte. Poco importa, sono i risultati che contano più di ogni altro aspetto: quelli ottenuti da Sogliano, uno dei numeri uno del panorama dirigenziale europeo, sono inoppugnabili.
Raffaele Amato
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