CALCIOMERCATO INTER LIVAJA / MILANO – Andrea Stramaccioni lo voleva tenere con sé, Marco Branca no. L’allenatore romano, qualche ora prima della inaspettata dipartita, gli disse: “Marko stai tranquillo, rimani con noi”. Il d.t. poi: “Sei stato venduto all’Atalanta“. Pensieri e parole di un anno fa di Marko Livaja, attaccante croato in comproprietà tra Inter e club bergamasco, che domani sera si sfideranno allo stadio ‘Atleti Azzurri d’Italia’, nel match valido per la decima giornata di campionato.
Livaja è un tipo spavaldo, forse troppo sicuro di sé: con Colantuono non ha un feeling straordinario, infatti in questo scorcio di campionato è partito titolare solo nelle prime due partite. Feeling che ha decisamente perso, invece – dall’aprile scorso – anche con l’ambiente interista: tifosi e non, certamente ricorderanno il famoso Inter-Atalanta di sei mesi fa, quello terminato 3-4 in favore degli orobici dopo una incredibile e discussa – sotto l”aspetto arbitrale – rimonta (da 3-1 a 3-4), firmata e autografata da German Denis, coadiuvato dall’eccellenti prestazioni di Bonaventura e dello stesso Livaja, che al termine dell’incontro – a conclusione della furibonda rissa che vide coinvolto Schelotto e un paio di atalantini – di qualche gesto provocatorio verso i sostenitori della ‘beneamata’.
Quindi, ad oggi, è difficile immaginare un futuro all’ombra della Madonnina per il ventenne di Split, anche se proprio in giornata gli sono piovuti i complimenti di Walter Mazzarri, il quale solitamente non si espone così tanto per giocatori che non conosce particolarmente bene: “E’ un ottimo giovane – ha detto il mister toscano nel corso della conferenza stampa in quel di Appiano Gentile -. Sicuramente ha delle qualità molto interessanti“.
‘Capa pazza’ Livaja, che a Bergamo ha già ricevuto molto più di uno scappellotto, domani sera proverà, da una parte, a mostrare tutto il meglio del suo repertorio – provando a ‘convincere’ ulteriormente l’allenatore ‘bauscia’ -, mentre dall’altra tenterà di infliggere, come ad aprile, un’altra sonora batosta a chi non ha ciecamente creduto in lui, cedendo metà del suo cartellino per uno Schelotto qualunque.
Raffaele Amato
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