INTER THOHIR MORATTI / MILANO – Massimo Moratti, oggi entrato nell’Hall of Fame del Calcio Italiano, a precisa domanda mercatara ha sibilato: “Spetterà a Thohir la prossima campagna acquisti, ma Mazzarri dovrà essere bravo nel convincerlo a spendere”. Il petroliere, ora presidente onorario del club nerazzurro, ha detto una mezza verità. Stando ai patti parasociali inseriti nel contratto di cessione del pacchetto di maggioranza, la figura di Moratti, che nel nuovo C.d.A. potrà contare su tre persone a lui vicine – il figlio Angelomario, Rinaldo Ghelfi e il manager di Four Partners Manzonetto -, sarà ancora decisiva (non solo) nelle operazioni di acquisto di giocatori il cui valore superi i 20 milioni di euro, nonché nei contratti posti sopra i 10 milioni lordi. Un esempio: se per caso il tycoon indonesiano volesse acquistare il bosniaco Dzeko – valore di mercato attorno ai 20-25 milioni e stipendio al lordo tra i 10 e gli 11 milioni -, servirebbe anche il consenso dell’ex patron interista, il quale potrebbe nella malaugurata ipotesi anche dire no. Cioè opporsi (con il cosidetto ‘veto’, per non tirare fuori parte dei soldi necessari), mandando a monte i sogni dell’indonesiano e di Walter Mazzarri. Si può dire, in conclusione, che Moratti abbia lasciato l’Inter, per ora, solo in parte… con tanti ‘se’ e molti ‘vincoli’. E che quindi in pochi vorrebbero essere nei panni di Thohir.
Raffaele Amato
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