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Napoli-Inter, Mazzarri e Benitez: ritorno al passato per gli integralisti della tattica

Walter Mazzarri (Getty Images)

NAPOLI-INTER MAZZARRI BENTEZ INTEGRALISTI DELLA TATTICA / MILANO – Una sfida nella sfida, quella che vedrà, domani sera, alle 20.45, affrontare l’Inter di Mazzarri contro il Napoli di Benitez, al San Paolo. I due migliori attacchi a confronto, Palacio contro Higuain, i due tecnici che fanno un salto nel loro passato. Roseo quello del livornese al Napoli, con un ottavo di finale in Champions,contro il Chelsea, amaro quello dello spagnolo in nerazzurro, nonostante la vittoria del Mondiale per club. Dunque sarà Mazzarri contro  Benitez, due personaggi tanto diversi ma ugualmente paragonabili dal puntodi vista dell’integralismo tattico. E’ questo il punto di paragone che la ‘Gazzetta dello Sport’mette in primo piano. Il primo vede la difesa a 3 come un dogma e si regola di conseguenza. Il secondo parte dal 4-4-2 e, quando è il caso, aggiunge qualche piccola variante: non inganni il 4-2-3-1 del Napoli, perché in realtà la base è il 4-4-2, fasce protette da una doppia cerniera, due centrocampisti centrali e una seconda punta che si muove in funzione del centravanti”. Così la Gazzetta dello Sport spiega a livello tattico le differenze e l’integralismo dei due tecnici che domani, entrambi ex, si affronteranno in Napoli-Inter. Mazzarri, invece, raramente si discosta dalla sua difesa a 3. E’ una specie di coperta di Linus, per l’allenatore toscano. In qualsiasi squadra vada, con qualunque giocatore si trovi a lavorare, il punto di partenza è sempre quello: retroguardia ben protetta e spazio al gioco sulle fasce laterali. Poi ci può essere qualche variante in mezzo al campo, tre centrocampisti oppure due più una mezzapunta, ma là dietro è importante avere la superiorità numerica. La forza di questo modulo sta nelle ripartenze, che una volta si chiamavano contropiede: recupero veloce del pallone e volata dall’altra parte del campo. E’ una manovra mordi-e-fuggi: molto italiana, cioè tradizionale, e forse poco adatta all’Europa. Anche se, alla fine, non esiste un sistema migliore di un altro.

L.P

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