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Inter, cambia la regia ma il copione resta sempre lo stesso

Thohir assieme a Massimo e Angelomario Moratti (Getty Images)

INTER THOHIR MORATTI CAMBIO REGIA COPIONE RESTA UGUALE / MILANO – Un thriller intenso, un horror in pieno stile ‘Profondo Rosso’ o, meglio ancora, una commedia da sbellicarsi da ridere. Ci sarebbe da dibattere a lungo,in base ai vari punti di vista, se solo si potesse paragonare l’attuale situazione dell’Inter ad un film. L’ultimo best seller Morattiano ‘Triplete’, aveva lasciato tutti senza parole, con un finale da urlo che nessuno avrebbe mai potuto immaginare: Champions e Mondiale per club. Da li in poi solo pellicole in bianco e nero, prive di colpi di scena, di adrenalina, con molte delusioni, dalla serie ‘drammatico‘. Quattro lunghi anni senza un titolo da portare alla ribalta, senza nomi di spessore, perché in fondo si sa, sono gli attori a rendere un film grande. La regia passa da Moratti ad Erick Thohir, ma il risultato non cambia: gli attori restano gli stessi, così come il copione, le delusioni, le sconfitte.

Attori mediocri, alcuni che hanno fatto la storia ma senza più la condizione per ritornare ad essere decisivi, e aiutanti registi senza un briciolo di competenza. Così,il film di Walter Mazzarri parte come un thriller per poi scoprirsi commedia. Le colpe? Difficile dare la colpa a chi scrive la storia (Mazzarri), se poi gli interpreti non sono minimamente all’altezza. Difficile dare smalto ad una storia se le concorrenti sfoggiano i migliori cast. Un paragone, quello con la cinematografia, che regge fino ad un certo punto. Il lieto fine qui non può ancora scriversi, Mazzarri è ancora a metà della sua storia e chissà cosa s’inventerà con le poche risorse.

Intanto, le critiche di Fabio Capello, sulla gestione Thohir, non fanno che confermare le sensazioni che si hanno sul nuovo corso, dall’esterno. Resta difficile credere a chi apre le porte a Messi,quando non si riescono a prendere i parametro zero (D’Ambrosio, Djordjevic, ecc, ndr). Resta difficile credere alla frase ‘grandi tra tre anni’ se si deve prima vendere per comprare. Una coperta troppo corta che copre il capo e scopre i piedi e viceversa. Troppe parole, troppe promesse, tutte cose che lasciano il tempo che trovano. Sarebbe ora di passare ai fatti, mettendo la mano al portafoglio ed iniziare ad investire. Caro Thohir, le parole le porta via il vento…

Luigi Perruccio

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