INTER ORIALI /MILANO – Sul tavolo presidenziale di Thohir, via ‘Tuttosport’, è in arrivo anche il curriculum vitae di Lele Oriali, in passato grande giocatore e buon dirigente dell’Inter.
Da qualche anno è opinionista delle reti sportive di ‘Mediaset’, molti tifosi lo venerano, invocando spesso il suo nome, altri non hanno un bel ricordo di lui e del suo lavoro svolto ad Appiano Gentile e in corso Vittorio Emanuele.
Al quotidiano torinese, intanto, Oriali si è proposto al patron indonesiano. Lui c’è, è pronto casomai la nuova proprietà nerazzurra volesse affidargli un incarico, pressoché lo stesso di quello che ricopriva fin dopo il Triplete.
“Dopo trent’anni, l’Inter è diventata la mia seconda famiglia. Quindi, se ci fosse una chiamata da parte di Thohir, accetterei più che volentieri. Altrimenti, continuerò a fare il tifoso”.
Oriali tra il malinconico e l’amarcord: “Un colpo da ricordare è sicuramente Cambiasso, preso a costo zero da me e Branca: fummo inizialmente criticati perché non giocava nel Real. E poi Maicon: lo vedemmo la prima volta con Mancini e ce ne innamorammo subito”. La trattativa più difficile? “Senza dubbio quella per Ibrahimovic“.
Tutto rose e fiori (forse) con Branca, poi nell’anno del Triplete… “Il nostro rapporto si incrinò perché avevamo idee diverse, ma prima si è lavorato molto bene. I risultati lo dimostrano. Dopo il Triplete, poi, ci fu stata una scelta da parte della società che ovviamente non ho condiviso, ma che ho rispettato con dispiacere perché pensavo di essermi guadagnato sul campo la conferma nel mio ruolo. Così non è stato, quindi le nostre strade si sono divise. E ci sono rimasto male”, spiega Oriali.
L’ex dirigente sogna il ritorno all’Inter e dà un consiglio a Zanetti: “Sono convinto che la sua idea sarebbe quella di continuare ancora un anno. Lui è un simbolo e, per diversi motivi, potrebbe anche essere utile nello spogliatoio. Il consiglio che posso dargli è di seguire il suo istinto. Ma non paragonate Zanetti a Facchetti, che resterà per sempre unico e inimitabile”.
Mazzarri è l’uomo giusto? “Sì, e non solo per questo anno di transizione – risponde Oriali, che poi elogia Icardi -. E’ forte, giovane, di prospettiva, potente fisicamente e bravo tecnicamente. L’Inter ha fatto un buon acquisto perché Icardi è il futuro”.
Promosso con riserva, invece, Piero Ausilio: “L’esperienza nel condurre trattative se l’è già fatta con me e Branca, in più conosce bene il settore giovanile ed è esperto di calcio internazionale, quindi è una scelta che ci può stare. Anche se ritengo che in un grande club come l’Inter forse dovrebbe avere qualcuno all’interno della società col quale potersi confrontare quotidianamente. Se poi interista ancora meglio”. Chiaro il messaggio?
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