INTER, MORATTI THOHIR ZANETTI RECOBA RONALDO / BERNA (Svizzera) – Massimo Moratti show in onda su ‘RSI’, la radio televisione Svizzera. Il presidente onorario nerazzurro ha parlato del passato del presente e del futuro dell’Inter a partire dalla cessione delle quote di maggioranza del club ad Erick Thohir: “E’ finita in mani buone: ho avuto modo di approfondire la conoscenza con la famiglia Thohir – le parole riportate da ‘sportmediaset.it’ – E’ molto competente, lavorano molto, sanno cosa sono i media, mi pare la miglior scelta possibile oggi che il calcio è del mondo, non di una nazione soltanto. Come diceva mio padre Angelo: il compito di un presidente di una squadra di calcio è distribuire felicità fra le gente. Con una vittoria, con un grande acquisto, con le emozioni…”.
Impossibile non parlare di Javier Zanetti, che lascia il calcio ma non il club nerazzurro: “E’ il simbolo dell’Inter che è stata e che sarà. Quello di fargli fare il dirigente era un progetto che avevamo già costruito, non dall’oggi al domani, con calma e pazienza. Zanetti ha tutte le qualità per emergere nei panni dirigenziali come è stato per Facchetti – prosegue Moratti prima di parlare dei suoi grandi ex pupilli Recoba e Ronaldo – Alvaro poteva diventare un fenomeno, per me il più forte del mondo. Aveva doti tecniche come nessuno, ma il suo problema è che non si allenava abbastanza, non aveva voglia di soffrire. Ha fatto una carriera al di sotto del suo straordinario valore. La sua sfortuna di Ronaldo, invece, fu quella di essersi fatto male dopo i Mondiali del ’98. Ha fatto una carriera bellissima, è stato un grandissimo, ma senza quell’infortunio lo sarebbe stato di più”.
Chiosa finale sui due allenatori più vincenti dei 18 anni e mezzo di presidenza Moratti: “Mancini ha vinto tanto e costruito una grande Inter. Ha fatto molto e molto bene. Mourinho al primo anno ha fatto come Mancini. Poi ha preso la rincorsa ed è arrivato il Triplete, una cosa eccezionale di una persona eccezionale”.
M.R.
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