INTER BRANCA / MILANO – L’ex direttore tecnico dell’Inter Marco Branca ha concesso un’intervista a ‘L’Equipe’: “Ognuno ha il suo metodo per gestire una rosa di grandi campioni. La cosa più importante è capire il momento che il giocatore sta vivendo e come lo sta vivendo. Tensioni con la squadra, l’agente, l’allenatore, la famiglia, la fidanzata o moglie, sono tutti motivi di un certo tipo di nervosismo. Per aiutarlo bisogna capire da dove deriva il malessere parlargli in maniera sincera, diretta e intelligente – dice -. Se il problema di un giocatore è l’allenatore, io chiamavo prima uno poi l’altro per conoscere le versioni; in seguito si parlava insieme per trovare un punto in comune perché la tensione non arrivi a livelli troppo alti. E’ una questione di equilibrio – continua -. Inoltre, ogni giocatore deve essere trattato in maniera diversa: non si può trattare un campione come Zlatan Ibrahimovic come un giovane, ad esempio. C’è un equilibrio da trovare. Poi bisogna capire se il giocatore è adatto al tuo club; il primo a parlare al giocatore dev’essere l’allenatore, e il club deve sostenere le decisioni del tecnico. Vi faccio l’esempio di Eto’o: i primi cinque-sei mesi aveva delle difficoltà, e ciò ha creato dei problemi. Abbiamo avuto una riunione decisiva con il tecnico a gennaio. A partire da quel momento, Eto’o ha giocato un’ottima stagione. Bisognava ascoltarlo, comprendere i suoi sentimenti, e parlargli chiaro” ha concluso.
Stefano Migheli
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