INTER MURILLO FONDO / MILANO – Murillo è tutto dell’Inter, almeno sportivamente. Sotto l’aspetto economico, Murillo è solo per il 60 per cento dell’Inter, il restante 40 appartiene a un fondo d’investimento che ovviamente tiene a restare nell’anonimato. Fondi, chiamati Tpo (third party ownership), banditi ufficialmente dalla FIFA (solo a parole), anche se in concreto c’è assoluta morbidezza e convenienza diretta o indiretta sia di Blatter che di Platini come degli stessi club. Il difensore colombiano resterà in forza al Granada della famiglia Pozzo, ‘mercanti’ di calciatori proprietari anche di Watford e Udinese (quest’ultima attraverso una finanziaria con sede in Lussemburgo, la Gesapar, i cui soci al 50% sarebbero due società di comodo con sede in un altro paradiso fiscale come Panama City), per poi approdare a Milano il prossimo luglio. Per restarci fino a? Impossibile dirlo, certo è che questi fondi abbiano tutto l’interesse affinché il calciatore, un ‘rischio’ per loro visto che ci hanno investito sopra, cambi squadra più in fretta possibile, massimo ogni due anni. Perché solo vendendo (o prestando, come Laxalt?) parte (o tutto, dipende dal caso) del cartellino potrà esserci un guadagno, al di là della volontà del club, nel caso di Murillo consenziente.
Raffaele Amato
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