ANALISI INTER / MILANO – L’Inter che ha rialzato la testa dopo le tre sconfitte consecutive è tutta marchiata Fredy Guarin, che finora in campionato Mancini ha schierato sempre dall’inizio sia come mediano del 4-2-3-1 sia, come ieri nel ruolo di mezz’ala destra, nel 4-3-1-2. Ruolo e modulo, con la possibile variante del tridente davanti che non cambierebbe l’assetto di centrocampo, quindi la sua posizione, che sono a misura per il colombiano il quale ad oggi è a tutti gli effetti l’uomo di carisma e personalità della squadra, pur essendo sempre con la valigia in mano e pur avendo degli evidenti limiti tecnici che comunque non gli hanno impedito di diventare il primo e più importante rifinitore (con 7 assist, 2 col Palermo) della rosa. Quel carisma e quella personalità, invece, che continuano a mancare a Kovacic – ieri alla seconda panchina dopo la prova opaca contro il Sassuolo – superato (per ora) nelle gerarchie dal connazionale ‘tuttofare’ Brozovic, non al massimo della condizione (ma esaltato da Mancini) però rispetto a lui più concreto e concentrato anche in fase difensiva.
Raffaele Amato
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