ANALISI INTER / MILANO – L’Inter ha cambiato marcia dopo la scoppola col Sassuolo. Un caso? Probabilmente no. E’ solo dopo quel brutto pomeriggio che la squadra ha cominciato a girare, a esserlo fino in fondo. Una bella mano l’ha data Mancini, abbandonando il 4-2-3-1 che gli ha permesso di vincere in Premier League per il 4-3-1-2, modulo con cui ha reso grande l’Inter durante la sua prima avventura sulla panchina nerazzurra. Con questo schema ha tratto giovamento Fredy Guarin, mai così decisivo – 3 gol e 3 assist nelle ultime due giornate -, e in generale tutto il centrocampo, ora più equilibrato, così come tutta la squadra che può contare sui due ‘vertici’ del rombo di assoluto rendimento: quello basso, Medel, che ‘interdice’ come nessun altro in Italia; quello alto, Shaqiri, che tra Palermo e Atalanta ha toccato 144 palloni, molti dei quali proprio con il trio ‘magico’ piazzato in mediana, e che da trequartista risulta praticamente imprendibile per gli avversari di turno.
E così è sparito anche il mal di gol, 7 in 180 minuti. Ma la sensazione è che la svolta sia arrivata anche sotto l’aspetto mentale: ora l’Inter, come dimostrato nelle ultime due gare, sa soffrire senza perdere la testa, sa essere concentrata soprattutto nei momenti più difficili. Un buon modo per farsi amica anche un po’ di fortuna, che non gusta mai.
R.A.
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