INTER BROZOVIC / ZAGABRIA (Croazia) – Dopo un convincente inizio, Marcelo Brozovic si è un po’ perso tra i limiti e nella discontinuità della sua Inter. Tutt’altro in Nazionale, sabato scorso da lui trascinata al netto successo per 5-1 sulla Norvegia, un successo che vale il momentaneo primo posto del gruppo H, quello dell’Italia, ora seconda: “Ma la strada verso l’Europeo è ancora lunga – ha detto il croato a ‘La Gazzetta dello Sport’ -. Però, senza dubbio, sabato è stata una serata fantastica”, partita proprio con un suo gol, – piatto destro dai venti metri – quello che ancora cerca in maglia nerazzurra, affascinante ma tremendamente ‘pesante’, soprattutto ora che la squadra galleggia a metà classifica.
“Sapevo che sarebbe stata una prova importante per la mia crescita. Nel calcio capita di vivere periodi difficili. Bisogna solo lavorare per cercare di stabilizzare l’ambiente e anche lo spogliatoio – aggiunge il centrocampista -. È un’annata in cui gira storto il destino spesse volte. Bisogna solo lavorare di più per evitare di commettere certi errori. Prima o poi il vento cambierà in questo finale di stagione. Questo momento non mi spaventa, ho lavorato per avere questa occasione, quindi sono pronto a tutto. E non ho dubbi che l’anno prossimo ci toglieremo delle gran belle soddisfazioni”.
Brozovic sulla scia di Mancini, nel 2015-2016 l’Inter lotterà per lo scudetto: “Ne sono convinto, senza dubbio. Con cinque nuovi acquisti saremo pronti per giocarci il titolo con le migliori squadre. Saremo lì all’inizio della nuova stagione alla pari di quelle che ora stanno lottando per campionato e posti in Champions”.
Il ‘Mancio’ una garanzia per la competitività interista: “Penso che sia il miglior tecnico che l’Inter potesse prendere dopo aver scelto di cambiare a novembre. Con lui si può andare lontano perché è uno dei top del mondo nel suo lavoro”. Che, però, non lo schiera nel suo ruolo preferito: “Sì, preferisco giocare come in Nazionale, davanti alla difesa al fianco di un altro compagno nel 4-2-3-1. Ma per l’Inter gioco ovunque, va bene anche quello che mi sta chiedendo Mancini da interno in un centrocampo a tre. Così imparo anche altri movimenti e mi arricchisco“.
R.A.
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