INTER ERICK THOHIR / MILANO – La classifica genera entusiasmo, ha fatto e sta facendo ripronunciare la parola scudetto agli interisti. Il bilancio, invece, fa piangere. L’ultimo, quello del 2014-2015, è in rosso di circa 90 milioni. In mezzo a queste contrapposizioni si inserisce Thohir, rimasto a Milano per godersi il match contro la Fiorentina, con la speranza di vedere vincere la sua squadra per la sesta volta consecutiva, in pratica da quando è cominciato il campionato. Il presidente nerazzurro guarda con ottimismo al presente come al futuro, quando Mancini avrà sicuramente un’Inter ancora più forte: “Se arriveremo in Champions League serviranno venti-ventidue giocatori di grande e dello stesso livello”, ha detto a ‘Sky Sport’ prima di aprire a nuovi arrivi già nel mercato venturo: “A gennaio ci muoveremo ancora, ma se ci saranno ulteriori acquisti ci saranno anche delle cessioni”. Chiaro, la rosa è e dovrà rimanere di venticinque giocatori. Tutti, finora, gestiti alla perfezione da Mancini, che Thohir elegge a “icona” dell’Inter: “Credo fortemente in lui, che ci dà anche sostegno dal punto di vista commerciale. L’intera società deve sostenerlo. Io e lui parliamo molto al telefono e ci scambiamo degli sms. Entrambi crediamo in questo progetto“.
Che è sportivo, che è, appunto, anche commerciale. Proprio a questo servirebbe l’acquisizione di ‘San Siro‘: “Siamo pronti a investire 150 milioni di euro su concessione del Comune di Milano”, sottolinea il patron interista che non vuole farsi rovinare i piani dal Milan che, dopo una smisurata esposizione mediatica, ha deciso di abbandondare il progetto legato alla costruzione di un impianto di proprietà per restare ancorato al ‘Meazza’: “Abbiamo letto della loro retromarcia, presto la nostra dirigenza si incontrerà con la loro per capire cosa vogliono. Ho rispetto per Barbara Berlusconi e Adriano Galliani, ma noi vogliamo capire quali sono le loro intenzioni”. Tornando al campo, lo scudetto è meglio non nominarlo: “Troppo presto dopo cinque partite, ma anche noi abbiamo degli obiettivi“. Tra questi, “entrare fra i primi dieci club al mondo”. Vola alto, altissimo Thohir. Proprio come l’Inter di Mancini.
Raffaele Amato
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