INTER ICARDI NAZIONALE / MILANO – A ‘El Grafico’ è stato intervistato anche il papà di Icardi, vale a dire Juan Carlos Icardi. Ecco i retroscena svelati dal padre: “Il suo futuro era chiaro sin da quando era piccolo; avrebbe fatto il calciatore professionista di alto livello – dice -. Da quando aveva cinque anni è stato capocannoniere in tutte le categorie. Per nove mesi ho parlato con direttori sportivi, osservatori, allenatori. A 14 anni dal Barça ci mandavano magliette firmate da Lionel Messi, dall’Atletico Madrid palloni con l’autografo di Sergio Aguero, lo voleva anche il Siviglia. Abbiamo scelto La Masia perché lì era più controllato – ammette -. Maurito è molto professionale negli allenamenti, del resto al Barça gli hanno insegnato che se c’erano da fare 20 flessioni non ne doveva fare 19 ma 21 – continua -. In Spagna ha sviluppato una tecnica impressionante. La differenza l’ha fatta anche il carattere, molto carattere: lui sa bene quello che vuole e l’ha dimostrato fin da giovanissimo. Se avesse accettato l’Italia, sarebbe stato titolare in Brasile con Cesare Prandelli, il CT glielo aveva comunicato; lo avrebbe messo davanti a Mario Balotelli nelle sue gerarchie – ammette -. Nell’Under 19 italiana avrebbe avuto anche il taxi per andare in aeroporto ma non ha voluto andarci: gli dissi che comunque partecipare a quel torneo non gli avrebbe precluso la Nazionale argentina, ma lui non sentì ragioni” ha concluso.
S.M.
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