INTER-JUVENTUS FELIPE MELO / MILANO – A ‘La Repubblica’ Felipe Melo ha detto che è tornato in Italia “per abbracciare un antico amore. Sette anni fa potevo diventare dell’Inter. Mi voleva Mourinho e io volevo lui. Finì che andai alla Fiorentina, poi alla Juventus e dopo al Galatasaray dove ho vinto moltissimo. Ma Dio mi voleva qui, si doveva chiudere un cerchio”.
“Per l’Inter ho rinunciato ai soldi – più del triplo – perché grazie a Dio non ho bisogno del denaro. Ho rinunciato anche alla Champions. Ho fatto uno sforzo per questo sogno, era giusto venire incontro a un antico amore – sottolinea il brasiliano che domenica sera sfiderà il suo passato, dove non ha lasciato buoni ricordi -. Una soddisfazione me la sono già tolta due anni fa, eliminando la Juventus in Champions con il Galatasaray. Ma tutto normale dai, era solo una partita. Anche domenica lo sarà. La squadra di Allegri è forte e merita rispetto“.
“Ma dobbiamo ricordarci che si gioca a ‘San Siro’, casa nostra: lì dobbiamo comandare noi. Noi abbiamo un’enorme fame di vincere. Lo vedo in partita, negli allenamenti, nello spogliatoio. Gente che ha voglia di lavorare e di migliorare – sottolinea Melo che poi elogia Mancini, il quale ha spinto molto per il suo acquisto -. E’ un allenatore bravissimo, il più importante tecnico della mia carriera insieme a Luxemburgo, Unai Emery e Fatih Terim. Per me è un grande onore il fatto che mi abbia aperto le porte”.
R.A.
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