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Inter, Jovetic: ”Qui per vincere, non devo dimostrare nulla. Dinho ha inventato un nuovo calcio”

Stevan Jovetic (Getty Images)

INTER JOVETIC / MILANO – Intervistato da ‘Undici’, Stevan Jovetic ha parlato dell’Inter e delle sue esperienze da ragazzino: ”Da ragazzino ho giocato per la Jugoslavia, poi per la Serbia e Montenegro, quindi ho debuttato per il Montenegro nel 2007. A 13 anni mi sono trasferito al Partizan; non è stato facile, ero un ragazzino e avevo appena finito la scuola primaria. Nel 2002 giocavo nella nazionale Jugoslavia e c’era sempre una decina di calciatori del Partizan, perché il Partizan ha sempre avuto una scuola molto forte. Sono stati 4 anni molto belli – spiega -. Nel 2008 il trasferimento alla Fiorentina, ho fatto una bella scelta e sapevo che andavo in una grande squadra. Ho faticato il primo anno pur giocando 25 partite, nel secondo è andata meglio con 5 gol in Champions League. Prandelli mi ha fatto giocare un po ovunque, d’altronde posso fare tutti i ruoli ma mi trovo meglio vicino alla porta”. Dopo Firenze, il Manchester City: “A me piace la Premier, è più facile giocare lì che in Italia dove c’è poco spazio. Con Pellegrini ho avuto un rapporto normale, non abbiamo mai litigato. Solo che meritavo di giocare di più, lo pensavo allora e lo penso anche oggi. Quando stavo bene non mi faceva giocare, quando segnavo uscivo dopo massimo 60 minuti e così è difficile fare di più”. All’Inter Jovetic gioca con la maglia numero 10: “Trequartista? Non c’è più quel ruolo, comunque se gioco come punta mi piace arretrare a prendere la palla, inventare giocate e fare assist. L’Inter è una delle migliori dieci squadre al mondo. Io vorrei fare sempre di più, segnare di più. Sto cercando di fare del mio meglio, sono partito bene ma non devo dimostrare niente a nessuno. Idoli? Primo fra tutti Shevchenko, poi Savicevic, Mijatovic e Ronaldinho, il più forte di tutti i tempi perché ha cambiato il calcio inventandone uno nuovo” ha concluso.

 

S.M.

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