INTER BERGOMI SCUDETTO JUVENTUS IULIANO RONALDO / MILANO – “A 13 anni mi voleva anche la Juventus ma io mi impuntai: volevo solo l’Inter“. Pensieri e parole di Beppe Bergomi, bandiera nerazzurra che si racconta in una lunga intervista al ‘Corriere dello Sport’ tra passato e presente. “Trapattoni è stato tra gli allenatori più importanti della mia carriera: un grande tecnico ed un maestro di calcio. Ricordo che a Mattheaus chiedeva di fermarsi dopo l’allenamento per migliorare il sinistro… Con Orrico le cose erano complicate: Zenga, Ferri ed io fummo accusati dalla stampa di essere incapatic di passare alla zona. Poi arrivò Bagnoli e io volevo andarmene: mi avevano cercato Roma, Lazio e Bayern, ma lui mi disse che ero il più forte e restai felicemente. Era umanamente molto ricco e tatticamente e tecnicamente all’avanguardia, ma aveva i suoi 11 e quando il gruppo si allargò fece fatica a gestirlo. Iuliano-Ronaldo del 1998? In quel campionato successero molte cose strane e il mancato rigore è ancora una ferita aperta per noi. Lungo tutto il torneo ci fu una gestione micidiale dei cartellini per noi: a noi fischiavano tutto, a Iuliano che si aggrappava all’avversario come pochi veniva concesso tutto…”.
Bergomi commenta poi la stagione in corso: “L’Inter quest’anno è forte e il clima che si sta creando è quello giusto. Vialli dice che c’è il ‘believing’, che tutto l’ambiente ci crede: lo si vede dalle presenze allo stadio. E poi ha un allenatore capace. La squadra è molto fisica, non prende gol e comincia a farne. L’avversario sarà la Juve, come sempre. Formazione ideale? Schiero un 4-3-1-2 con Zoff; Brehme, Baresi, Maldini, Roberto Carlos; Tardelli, Matthaus, Platini; Maradona; Ronaldo, van Basten. Un rimpianto? A fine carriera avrei dovuto rinviare un po’ l’addio al calcio. Mi volevano al Coventry, avrei dovuto finire lì: mi sarebbe stato utile conoscere un altro mondo”.
M.R.
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