INTER CANNAVARO / ROMA – Intervistato dal ‘Corriere dello Sport’, Fabio Cannavaro ha offerto la sua verità sul controverso passaggio dall’Inter alla Juventus che lo vide protagonista nell’estate del 2004. Queste le sue parole: “In nerazzurro non andò tutto male, in fondo il primo anno arrivammo in semifinale di Champions. Quell’anno però mi procurai una frattura da stress, era come giocare con un coltello piantato nella gamba ma io non volevo fermarmi e cercavo di stare in campo. Il secondo anno mi infortunai, e allora, quando arrivò Mancini, gli dissi che non mi sarei allenato finché non fossi tornato a posto. Cosa che accadde mentre eravamo a Brunico, in ritiro. Io comunicai che ero pronto al rientro, loro risposero: “Bene”, e mi vendettero. Oriali mi disse: “Io ti ho portato qui, la società però vuole venderti e non si può far nulla”. Dovevo essere venduto alla Juventus a settembre, in quei giorni si giocava un’amichevole e io domandai al mio procuratore se era il caso di giocarla, con il rischio di farmi male proprio prima del passaggio alla Juventus. Lui chiamò Moggi e quest’ultimo sconsigliò, visto che due giorni dopo sarei andato a Torino. Per questo il mio nome è finito nelle intercettazioni, e la cosa mi ha dato molto fastidio”.
A.C.
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