Cosa è cambiato da Conte a Inzaghi? Poco, per non dire pochissimo al di là degli stravolgimenti derivanti dal mercato. L’Inter inzaghiana, almeno per ora, non si discosta molto dall’ultima contiana, cioè da quella post eliminazione in Champions, con Conte che abbandonò le velleità ultra offensive. L’attuale è certamente meno dipendente dal singolo, anche perché Lukaku non c’è più, ma come quella che ha vinto lo scudetto poggia le sue basi su una difesa forte, fortissima se prendiamo uno per uno il terzetto, e uno strapotere fisico tra centrocampo e attacco che ora con Dzeko si abbina anche a una maggiore esperienza. I cambi che fa Inzaghi in corso d’opera sono gli stessi che farebbe Conte, al quale è molto simile in quanto a pragmatismo e volontà di imporsi sulla partita, senza giocare per forza alla garibaldina (la prima Inter di Conte della passata stagione lo faceva e infatti subiva e incassava molto). Per concludere: esagereremmo se dicessimo che questo scudetto l’Inter può solo perderlo, non nel dire che è la favorita assoluta viste anche le pessime condizioni di una Juventus priva pure di quel Ronaldo il quale rappresentava più la soluzione che il problema.
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