Inter, lunga intervista a Geoffrey Kondogbia ex calciatore nerazzurro ora all’Atletico Madrid che ha ricordato anche i suoi due anni a Milano
L’ex giocatore dell’Inter Geoffrey Kondogbia ha rilasciato una lunga intervista a Marca, in cui ha parlato anche del suo passato e della sua avventura in nerazzurro. Queste le sue prime dichiarazioni: “La verità è che fino ad oggi sono contento di quello che ho fatto. Puoi sempre fare di più. È quello che sto cercando di fare. Prima ci riesci e poi fai cose buone“. Per quanto riguarda la sua avventura poco positiva in nerazzurro si giustifica così: “Era un’Inter in costruzione. Tanti anni senza andare in Champions e tanti cambiamenti. Il primo anno siamo finiti quarti ma il quarto classificato non entrava in Champions League. Il secondo anno ci furono molti cambi di allenatore e l’arrivo del nuovo proprietario. Da allora ha cominciato a migliorare poco a poco”. Gli hanno fatto notare che però non ha potuto proseguire in quel miglioramento, visto che venne mandato al Valencia prima di arrivare all’Atletico Madrid e lui ha confermato: “Sentivo che mi stesse cercando un grande club, che lotta sempre per le posizioni migliori. Un giocatore vuole sempre fare le cose meglio. È stata un’opportunità. Un club che mi ha rappresentato per il suo modo di intendere la vita, per quello che trasmette nel gioco. Era perfetto per me. Giochiamo sempre per essere i migliori, è la strada che dobbiamo seguire”.
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Gli hanno domandato se si sente importante adesso e lui ha confermato: “Mi sono sempre sentito importante. Quando non avevo minuti, la mia benzina era la sensazione che i miei compagni di squadra avessero bisogno di me. Sebbene non avessi i minuti desiderati, potevo dire che si fidavano di me. Ora che gioco di più, non noto il cambiamento. Ho sempre notato quella fiducia da quando sono arrivato”. Per quanto riguarda la sua attuale squadra, ha spiegato che la cosa che gli piace di più è l’ambiente e infatti ha detto: “Uno dei migliori senza dubbio. Ho sempre avuto squadre con una buona atmosfera, ma qui credo che tutto ciò che rappresenta il club si trasmetta ai giocatori ed è qualcosa che ti aiuta molto quando arrivi come nuovo giocatore”.
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