Parla il tecnico nerazzurro in una simpatica video-intervista ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’
Quasi come stesse giocando al noto gioco da tavolo ‘memory’ ma nel bel mezzo di una simpatica video-intervista per ‘La Gazzetta dello Sport’, il tecnico Simone Inzaghi si è divertito a riconoscere i volti dei propri calciatori esprimendo per ciascuno di loro il proprio parere sul percorso intrapreso con la prestigiosa maglia dell’Inter.
“Nicolò (Barella, ndr) è un grandissimo calciatore ma prima di tutto è un bravissimo ragazzo, lo ha dimostrato legando il proprio nome all’Inter ancora una volta. Sente una grande responsabilità sulle sue spalle, sa di poter diventare una vera bandiera. Poi è sempre disponibile verso tutti noi dello staff, è un piacere allenarlo” dice Inzaghi sul centrocampista azzurro.
Poi si concentra su Dimarco: “Io e i suoi compagni lo soprannominiamo ‘Dimash’. Ero desideroso di conoscerlo, è stata una vera rivelazione. È una calciatore tecnico e con spigliate doti tattiche, sa anche essere molto duttile e funzionale”.
“Ho incontrato spesso Perisic come avversario, poi l’ho finalmente allenato e mi ha confermato il grande calciatore che era. È sempre disponibile e presente. Quanto a Dumfries sono contento che si sia inserito sempre meglio, merito anche di un mentore connazionale come de Vrij. Deve crescere ancora sapendo di doversi giocare il posto con Darmian, altro grande protagonista.” continua il tecnico.
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“Lautaro è uno dei leader di questa Inter, ha chiuso un girone pazzesco con undici gol all’attivo. Dà tutto sé stesso in campo, si arrabbia facilmente se viene sostituito o non viene impiegato dal primo minuto. Con Dzeko grande coppia, anche lui è uno dei calciatori più forti del campionato” spiega Inzaghi sulla coppia d’attacco.
Infine conclude così su Calhanoglu: “Quando abbiamo perso una preziosa risorsa come Eriksen sapevamo, io e la dirigenza, su chi dover puntare. Sono stato tante ore al telefono con lui mentre ero in vacanza con la mia famiglia, dovevamo confrontarci. Abbina qualità e quantità alla manovra di un gruppo la cui vera forza è proprio… l’essere gruppo. Ha trovato uno spogliatoio che l’ha accolto nel migliore dei modi”.
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