La squadra di Regragui è la prima Nazionale africana della storia ad aver raggiunto le semifinali di un Mondiale. Mercoledì la sfida con la Francia
Non ci sono dubbi, è il Marocco la grande sorpresa di Qatar 2022. Prima africana della storia ad aver conquistato la semifinale di un Mondiale, la Nazionale guidata dal 47enne Walid Regragui lungo il suo percorso ha fatto fuori tre corazzate come Belgio, Spagna e Portogallo, sperando nella quarta. Che sarà la Francia, dove la comunità marocchina è inferiore sul piano numerico solo a quella algerina.
In Francia il Ct marocchino ha vissuto una intera carriera calcistica, dagli esordi col Tolosa fino all’ultima tappa al Digione. Poco prima è stato al Grenoble, avendo come compagno il bomber dei ‘Bleus’ Olivier Giroud. Insomma la sfida di mercoledì sera è pressoché un derby, con la formazione di Deschamps chiamata a non compiere gli stessi errori di Belgio, Spagna e Portogallo. Entrambe hanno sottovalutato il Marocco, finendo imbrigliate in una organizzazione difensiva impeccabile che comincia dagli attaccanti.
Tra questi Cheddira, un’arma fondamentale per il contropiede anche se a tu per tu con la porta il barese ha sempre litigato col pallone. Non a caso è rimasto a secco di gol e ci rimarrà ancora, sognando il rientro in finale, visto che salterà il match per squalifica.
È chiaro, tuttavia, che i punti di forza degli africani siano altri, a iniziare dal portiere Bono – premiato come il migliore della Liga l’anno scorso – per poi passare al capitano Saiss, al fiorentino Amrabat, probabilmente il miglior calciatore in assoluto del torneo, al collega di reparto Ounahi e, ovviamente, ad Hakim Ziyech e Achraf Hakimi.
Un gol e un assist per l’esterno del Chelsea in orbita Milan, un assist invece per il terzino del PSG che molti tifosi dell’Inter, diciamo anche la maggior parte ‘sogna’ di rivedere in nerazzurro dopo la sola stagione 2019/2020 conclusasi con la vittoria dello Scudetto.
Stando al ‘Corriere dello Sport’, anche il classe ’98 sogna di rigiocare con la ‘Beneamata’: “Il terzino venduto a peso d’oro al Paris Saint-Germain ha confidato agli ex compagni il sogno di imitare Lukaku – si legge sul quotidiano romano – La nostalgia di Milano e dell’Inter è una ragione per sperare nel colpaccio. Anche Lukaku sembrava impossibile, no?”.
Le differenze tra Lukaku e Hakimi, però, sono enormi. Al di là della volontà del belga, è grazie allo storico cambio di proprietà del Chelsea, da Abramovich a Todd Boehly, che Marotta e Ausilio sono riusciti ad aprirsi un varco rendendo possibile – per giunta in prestito – il ritorno del classe ’93 dopo nemmeno un anno dalla sua partenza. Fosse rimasto l’oligarca russo (obbligato a vendere per via della guerra all’Ucraina) e, soprattutto Marina Granovskaia, un’operazione del genere sarebbe stata praticamente infattibile.
Passando al marocchino, è impensabile che il PSG, un club che fin qui mai si è privato dei suoi campioni. Chiedere a Verratti e al suo ex agente Di Campli quanto sia dura, anzi impossibile andar via – possa dare il via libera al prestito di Hakimi. Tra l’altro alla società da cui lo ha comprato per 70 e passa milioni e che l’estate scorsa ha fatto le barricate per Skriniar, rifiutando ogni offerta. Senza contare che dovrebbe accettare anche di contribuire al pagamento di una parte dell’ingaggio che tocca gli 8 milioni di euro netti.
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