Spunta fuori un nuovo nome pronto a poter raccogliere l’eredità del tecnico piacentino. L’idea è allettante, complice il fatto che Thiago Motta ha altre sirene di mercato
C’è da dirselo: nella prossima estate, numerosissimi club italiani attueranno una vera e propria rivoluzione, a cominciare dalla panchina. Eccezion fatta per la Juventus, infatti, c’è anche l’Inter che, salvo il raggiungimento di clamorosi traguardi in Champions, finirà per scaricare Simone Inzaghi nei mesi a venire.
Non si può far altro che ammetterlo, il tecnico piacentino ha fin qui deluso sotto diversi aspetti. E’ vero, avrà pure avuto il merito di portare l’Inter a conquistare due Supercoppe Italiane ed una Coppa Italia in quest’ultimo anno e mezzo, complice il prestigioso traguardo dei quarti ottenuto in Champions, ma nonostante questo ha peccato in tanti altri fattori. Uno di questi è, senz’alcun ombra di dubbio, quello motivazionale e caratteriale. Non a caso, i nerazzurri hanno perso moltissimi punti per strada in questa edizione di Serie A, dove è emerso fuori il poco carattere con cui gran parte dei componenti della rosa hanno affrontato quella determinata partita.
Pensiamo, ad esempio, alle gare con: Spezia, Bologna, Sampdoria, Empoli e Monza, fino ad arrivare anche al ko maturato all’andata contro l’Udinese. Ricapitolando, insomma, i nerazzurri avrebbero potuto trarne da queste partite, come minimo, 14 punti in più rispetto a quelli che vanta attualmente. Per il resto, anche i gol subiti in altrettante partite di campionato non aiutano affatto (ben 31 la precisione in appena 27 giornate). Certo, il tecnico piacentino non può e non deve passare agli occhi di tutti quanti come il principale colpevole di tutto, ma è anche fin troppo deducibile il fatto che, a poterci rimettere, non può essere nessun altro al di fuori di lui.
Su questo l’intera dirigenza era stata chiara. Si farà di tutto pur di arrivare a raggiungere il secondo posto e, salvo qualche danno irreparabile, si procederà con Inzaghi sino al termine della stagione, al resto poi si vedrà. Così sarà. Anche in virtù del fatto che, momentaneamente, non ci sono degni profili in grado di rimpiazzare al meglio il tecnico piacentino a stagione in corso, l’intera dirigenza nerazzurra ha deciso di optare per questa soluzione. Nel frattempo, però, si è già posto uno sguardo in vista della prossima stagione: dove, tra i potenziali nomi del dopo Inzaghi, rientra non solo quello di Thiago Motta, ma anche quello di qualcun altro che alla sua prima esperienza in A sta facendo davvero bene.
Thiago Motta resta il profilo che garba maggiormente all’intera dirigenza dell’Inter come potenziale erede di Inzaghi. Nonostante questo, però, resta da dover tenere in considerazione il fatto che piace molto anche al Psg. In ogni caso dunque – tenendo a portata di mano tutti gli altri nomi, tra cui quello che ci riconduce alla suggestione Conte, ad oggi del tutto improbabile viste le premesse attuali – occhio a quello di Palladino.
Juric a parte, infatti, un nome che l’Inter potrebbe tenere sott’osservazione ultimamente, è quello di Raffaele Palladino: attuale tecnico del Monza. Dopo i deludenti risultati raccolti da Giovanni Stroppa ad inizio stagione, l’intera dirigenza brianzola ha deciso, nelle persone di Adriano Galliani e Silvio Berlusconi, di affidarsi a lui, il quale ha sin da subito risposto presente. Al suo primo trascorso in Serie A da tecnico, infatti, l’allenatore campano è riuscito nell’intento di portare i lombardi al 13esimo posto della classifica.
Per il resto, è stato anche in grado di dare un’identità ben precisa alla propria squadra. Lo si è visto anche dai risultati ottenuti: dove, fatta eccezione per il pareggio ottenuto contro l’Inter, ha anche messo al tappeto la Juventus in campionato per ben due volte. Visto e considerato, poi, anche il fatto che Sensi gioca ormai da diversi mesi al Monza – dove c’è anche il nome di Carlos Augusto che continua a far gola per la fascia sinistra in caso di uscita di Gosens – è assai deducibile il fatto che, in qualche modo, Ausilio e tutti gli altri componenti della dirigenza nerazzurra stiano, dunque, osservando la sua situazione attuale.
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