Il fondo del Bahrain sarebbe tornato in auge nella corsa all’acquisizione delle quote societarie dell’Inter in vista della possibile mancata qualificazione in Champions
Il percorso dell’Inter fino a questo momento della stagione è stato ricco di dubbi e scivoloni che hanno costretto la squadra di Simone Inzaghi a fare qualche passo indietro dal punto di vista del rendimento complessivo, specie in campionato. I punti persi nelle ultime quattro partite sono troppi e adesso è sempre più viva la preoccupazione che il gruppo non possa raggiungere l’obiettivo minimo della qualificazione alla Champions League del prossimo anno. Senza questo, Steven Zhang dovrebbe rinunciare a milioni di introiti utili per tamponare le casse societarie in deficit e sostenere una campagna trasferimenti appena sufficiente per ambire alla lotta Scudetto.
Al contempo, il presidente nerazzurro non ha alcuna intenzione di cedere le sue quote di maggioranza nella speranza che entro i prossimi mesi possa avvicinarsi qualcuno disposto a farsi carico del debito inserendosi come parte attiva del progetto a percentuali ridotte. Improbabile, però, che Zhang possa ambire ancora al suo ruolo senza un taglio drastico. Dunque da una parte c’è Goldman Sachs che resiste negli USA alla ricerca di un investitore solido; dall’altra crescono le voci dell’interesse da parte di Investcorp. Il gruppo di private equity del Bahrain aveva già tentato, prima della ribalta di RedBird, di acquisire le quote del Milan ma tutto è sfumato sul più bello e adesso potrebbe ritentare ancora con la cugina milanese. Dal 1982 le mansioni principali del fondo ruoterebbero attorno a gestione del credito e investimenti, tra le tante, anche a livello globale. Un bottino da 50 miliardi di dollari in gestione, con sottodivisioni in più continenti e con class action diversificate a seconda delle esigenze. In questo caso, anche in abito sportivo. Con loro, insomma, l’Inter potrebbe navigare in acque sicure grazie alla mole ingente di capitale a disposizione.
Attualmente Zhang chiederebbe almeno 1,2 miliardi di euro per la cessione del pacchetto complessivo delle sue quote e avrebbe ancora una altro anno per definire tale pratica, onde evitare di incombere nel concreto rischio di affidamento al fondo Oaktree come da clausola prevista nel contratto di prestito triennale da quasi 300 milioni.
In questo frangente potrebbero essere presi in considerazione anche tentativi di rifinanziamento del debito, ma a livello finanziario è una mossa particolarmente difficile da applicare per via del costante aumento dei tassi d’interesse che finirebbero per aggravare nuovamente la posizione del club a livello internazionale. La via della cessione, dunque, resta la migliore. E Investcorp, al momento, rappresenta un’ipotesi viva.
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