Nessun altro investimento sul mercato per i nerazzurri, a centrocampo filtra fiducia sulle prestazioni del giovane Akinsanmiro nella Primavera di Chivu
L’impegno e la determinazione dell’Inter hanno portato Simone Inzaghi a godere di una rosa di alto profilo anche per questa stagione. Ciò che realmente piace è la grande qualità a centrocampo, un bacino di nomi di spessore ben propensi alla rotazione e fortemente incisivi in partita. Ma come tutte le belle favole, a lungo andare molto potrebbe cambiare.
C’è chi dice che possa essere l’ultima stagione di Henrikh Mkhitaryan in nerazzurro, chi si aspetta una cessione remunerativa di Hakan Calhanoglu in futuro per lasciare spazio alle nuove generazioni. E se Nicolò Barella e Davide Frattesi rappresentano il fulcro di questa iniziativa di ringiovanimento strutturale delle file nerazzurre, la dirigenza non vuol ancora fermarsi. Anzi, molto lascia pensare che in futuro alcune mosse verranno ponderate anche sulla base dei profili già presenti nell’organico nerazzurro. O meglio, quello Primavera.
Un colpo, nello specifico, è stato messo a segno dal buon direttore sportivo Piero Ausilio mesi orsono. Operazione di prelievo dal club nigeriano del Remo Stars con lungimiranza, battendo persino la concorrenza di altre big internazionali come Real Madrid e Benfica.
Lui, il giovanissimo centrocampista Ebenezer Akinsanmiro, accoglie i lati positivi dell’essere stato prescelto con largo anticipo da una formazione che punta molto su di lui. Sotto la guida di Cristian Chivu è cresciuto molto e l’avvio della nuova stagione nel campionato Under non poteva andare meglio di così. Contro l’Empoli subito in gol, facendo apprezzare ancor di più le sue qualità duttili lungo la mediana. L’Inter può ben sperare.
Akinsanmiro aveva, fra l’altro, già tastato il significato del sedere in panchina accanto agli altri membri della Prima Squadra. Un segnale importante che – qualora non dovesse ripetersi anche in questa stagione per via del folto numero di presenze nel reparto – potrebbe trovare risvolti positivi più in là nel tempo. Magari dopo esser stato ceduto in prestito per fare esperienza e poi rientrare alla base. Un modus operandi già noto e funzionale anche per la dirigenza.
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