Ivan Zazzaroni ha deciso di farsi difensore di Allegri e critico d’elezione dell’Inter come squadra favorita per lo Scudetto.
Il direttore del Corriere dello Sport non riesce a tollerare chi continua a elogiare il gioco della squadra di Inzaghi in Serie A. Sembra in disaccordo anche con chi si permette parole troppo lusinghiere in merito a questo o qual giocatore nerazzurro. Non crede nemmeno sia giusto confrontare i meriti tattici di Allegri con quelli di Inzaghi. E ha tutta una sua teoria per spiegare come mai le altre squadre in Serie A hanno fatto finora così fatica ad arginare l’Inter.
Non è la prima volta che Ivan Zazzaroni cerca di minimizzare la forza dell’Inter. I tifosi nerazzurri hanno imparato ad accogliere commenti spesso critici da parte del giornalista, e in tanti pensano che i suoi giudizi siano dettati da antipatia sportiva nei confronti della squadra.
In effetti, Zazzaroni non ha mai mostrato di simpatizzare per l’Inter (forse provò a mostrarsi più benevolo nella seconda era Mancio, dato che l’ex ct dell’Italia è un suo amico). Quest’estate, poi, nei giorni in cui si diceva certo che la Juve avrebbe preso Lukaku, il direttore si è scagliato spesse volte contro l’universo nerazzurro.
Ovviamente è assurdo pensare che un direttore di un giornale sportivo non sia in grado di riconoscere i reali meriti di una squadra. Altrettanto assurdo è immaginare che un giornalista esperto come Zazza sia pronto a negare l’evidenza solo per tifo o per pura antipatia verso qualcuno. Più probabile che a Zazzaroni non piaccia troppo il gioco di Inzaghi, o che sia convinto della maggiore qualità della Juve di Allegri o della Roma di Mourinho.
Eppure ai microfoni di Pressing, Zazzarini sta continuando da settimane a spiegare che i successi dell’Inter non sono frutto di una vera superiorità della squadra. E che squadre come la Juve, nonostante dei limiti strutturali importanti, possano insidiare il primato degli uomini di Inzaghi.
“L’Inter è l’unica squadra che gioca con due punte vere, due centravanti“, ha spiegato il direttore. “Gli altri giocano con una punta e una mezza punta, e questo aspetto tatticamente mette in difficoltà gli avversari dell’Inter. Hanno due centravanti, due esterni che spingono, Thuram fa lo stesso lavoro di Lautaro“.
“A chi dice che questa è l’Inter più bella di sempre direi io risponderei di mangiare più pesce azzurro, per la memoria, per il fosforo. La cosa bella è che la Juve più povera di sempre è seconda: Allegri è lì“, ha concluso Zazzaroni.
Il punto è che Zazzaroni non riesce a riconoscere particolari meriti nella gestione Inzaghi, e non crede dunque che l’allenatore piacentino sia riuscito a mettere su un gruppo vincente. La pensa diversamente un nemico storico dell’Inter come Moggi.
Nel suo editoriale su Libero, l’ex dipingente di Napoli e Juve Luciano Moggi ha parlato di una Serie A simile a un gran premio di Formula 1, con Inter e Juve che continuano con sorpassi e controsorpassi. “Sono infatti due venerdì di seguito che la Juve gioca in anticipo e si prende la vetta, salvo poi riconsegnarla il giorno dopo all’Inter“, si legge sul fondo di Moggi.
Dopodiché l’ex dirigente bianconero ha parlato di “spettacolo a San Siro” per descrivere la vittoria per 4-0 dell’Inter sull’Udinese. Dopo aver tessuto le lodi di Lautaro, Moggi ha voluto elogiare anche la fluidità del gioco dell’Inter. “A impressionare è la facilità di esecuzione e la velocità con le quali i nerazzurri hanno fatto girare la palla, l’intesa tra Dimarco e Bastoni (con quest’ultimo sempre presente in ogni dove), Barella che ha fatto muro davanti alla difesa per conquistare la palla e far ripartire la propria squadra“.
Ultime parole di plauso per Calhanoglu, paragonato a un direttore l’orchestra e per Lautaro e Thuram “abili nel concretizzare il lavoro fatto dai colleghi di centrocampo”.
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