Il tecnico dell’Inter dopo la vittoria dell’Olimpico e l’allungo a +4 sulla Juve: “Siamo in testa da parecchie giornate, ma ne mancano 22 alla fine. Bisseck bravissimo”
L’Inter non spreca l’occasione di allungare in vetta alla classifica dopo il pari della Juventus sul campo del Genoa. Prova di gran forza e solidità all’Olimpico contro la Lazio, undicesimo clean sheet di Sommer e mini fuga Scudetto a tre giornate dal termine del girone d’andata.
“Partite come quella di stasera fanno felici gli allenatori – ha esordito Inzaghi al microfono di ‘Dazn’ – Siamo venuti qui con tante assenze, penso a de Vrij, Dumfries, Sanchez, Cuadrado… Ma abbiamo sofferto tutti insieme senza concedere tanto alla Lazio vincendo su un campo difficilissimo”.
Ora l’Inter è a +4 sulla Juventus e può chiudere a 50, come il Napoli l’anno scorso, il girone d’andata: “Siamo in testa da parecchie giornate, ma ne mancano 22 alla fine – ha sottolineato il tecnico interista – Dobbiamo continuare in un’unica direzione, si gioca ogni tre giorni ma i ragazzi mi danno sempre ottime garanzie. Se è il momento giusto per azzannare il campionato? No, ma bisogna rimanerci con tutte le forze. Fra due giorni e mezzo giochiamo in Coppa Italia, siamo i campioni uscenti e ci teniamo. Torneremo a Milano a notte inoltrata e giocheremo contro il Bologna che è un avversario di valore. Dobbiamo cercare di andare avanti in questo modo, poi penseremo anche alla Champions”.
A proposito di Champions, domani ci sarà il sorteggio degli ottavi con l’Inter che rischia di beccare una delle più temibili d’Europa visto il secondo posto nel girone. Inzaghi si lancia in una profezia, che forse nasconde un suo desiderio… Di vendetta: “Secondo me prendiamo il Manchester City. Ma vedremo che succederà”.
All’Olimpico prova importante di Bisseck, il tedesco ha avuto una nuova chance da titolare e alla fine è stato tra i migliori in campo di Lazio-Inter. Inzaghi ne ha tessuto le lodi.
“Per lui è stato un grandissimo test, la Lazio aveva tanti uomini importanti dalla sua parte. Si applica tantissimo e ha quasi imparato perfettamente l’italiano. Mettere Pavard sarebbe stato un rischio, ma Yann è stato bravissimo: non è mai andato in affanno e ha mostrato personalità. È arrivato dal campionato danese, quello italiano è difficile e stasera affrontava il lato sinistro della Lazio che mette in difficoltà tante squadre, anche in Europa”.
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