La consacrazione stasera contro la Juventus. Se avesse qualche anno in meno, in viale della Liberazione ci sarebbe la fila
Orgasmico il pallone dato a Dimarco nel primo tempo. Quel pertugio lo ha visto solo lui e poteva vederlo solo lui. Inter-Juventus è stata la consacrazione definitiva di Calhanoglu nell’olimpo dei grandi registi. Che poi regista è anche riduttivo, perché il turco è stato ed è ormai straordinario anche nella fase di interdizione.
Dal Milan all’Inter, il salto di qualità fatto da Calhanoglu è stato enorme e sicuramente non previsto da nessuno. In rossonero e ancor prima un giocatore sì forte, ma con lunghe pause nel corso della stagione e durante le stesse partite. Uno da trenta ma mai da trentuno. In nerazzurro, e qui tanti meriti vanno dati a Inzaghi, il passaggio da buon a grande giocatore, soprattutto dopo la trasformazione da mezz’ala/treuqartista a play basso. Oggi nel suo ruolo è tra i migliori al mondo, senza dubbio. Se avesse qualche anno in meno, in viale della Liberazione ci sarebbe la fila.
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