Nel prossimo incontro i nerazzurri proveranno a definire una volta per tutte la trattativa. Ecco tutti i dettagli
Scudetto in cassaforte, ormai bisogna solo vedere quando. E così la dirigenza dell’Inter può concentrarsi ancor di più sul futuro, dai prossimi obiettivi per rinforzare la squadra – anche se tre/quarti del calciomercato estivo è stato già fatto – al capitolo rinnovi.
L’obiettivo di Marotta e Ausilio è ‘blindare’ i pilastri dell’Inter a un passo dalla seconda stella, da Simone Inzaghi a Barella passando per Lautaro. Capocannoniere indiscusso della Serie A con 23 gol, capitano ma pure ‘simbolo’ oggi di questa Inter, l’argentino ha il contratto in scadenza a giugno 2026. Si discute da mesi col suo agente Alejandro Camano, con il quale è in programma un incontro a Madrid a ridosso del ritorno degli ottavi Champions contro l’Atletico.
Nel vertice, il management interista cercherà di ridurre la distanza di circa 2 milioni. Meglio ancora, di trovare un accordo totale con il procuratore del numero 10, che punta a strappare un ingaggio da top player, diventando così il calciatore più pagato dell’intera rosa.
La volontà di entrambe le parti è quella di andare avanti insieme, come ha sottolineato anche Javier Zanetti all’evento legato alla sua ‘Fondazione Pupi’: “Quando l’abbiamo acquistato – ricorda il vicepresidente dell’Inter – speravamo di vederlo a questo livello. Ha un grande senso di appartenenza ed è grande riferimento per tanti. Inoltre è il nostro capitano e, in ogni partita, dimostra quanto ci tiene. Per il rinnovo (fino al 2029, ndr) sono tranquillo, lui è felicissimo con noi”.
Lautaro vuole circa 10 milioni a stagione, ora ne prende 6 più bonus, mentre la società di Zhang parte da una base intorno agli 8 milioni. L’intesa, come spesso accade in situazioni del genere, potrebbe arrivare a metà strada grazie all’inserimento di diversi corposi bonus.
Zanetti ha poi risposto su Inzaghi, esaltandone l’operato e mostrando stessa sicurezza per quanto riguarda il prolungamento del contratto: “Anche lui ha detto che si trova molto bene nella nostra famiglia. si è formato un bel gruppo tra noi dirigenti, lo staff, i giocatori e i tifosi. C’è grande empatia e grande cultura del lavoro”.
Sul ritorno Champions contro l’Atletico, il vicepresidente nerazzurro va cauto: “Con Simeone non ci siamo sentiti, ma conoscendolo mi aspetto una partita come l’andata. Cioè contro un avversario forte. Non sarà semplice, ma la squadra è in grado di poter competere contro chiunque. Speriamo di portare a casa la qualificazione”.
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