Dal cambio di ruolo all’Inter ai modelli d’ispirazione perfetti per un centrocampista completo, la lunga intervista a Calhanoglu nel mezzo della festa Scudetto
A distanza di pochissimi giorni dalla proclamazione ufficiosa dell’Inter Campione d’Italia per aver battuto il Milan sua diretta inseguitrice in classifica è succeduta una vittoria sul campo di San Siro anche contro il Torino, a coronamento dei festeggiamenti tanto attesi e condivisi con il tifo nerazzurro per le vie della città. Proprio nel pomeriggio meneghino la squadra di Simone Inzaghi ha speso un netto 2-0 ai danni della formazione granata grazie alla magica doppietta di un fantastico Hakan Calhanoglu, ancora una volta incoronato protagonista assoluto.
Il calciatore aveva già rilasciato qualche dichiarazione sulla gioia immensa vissuta per la vittoria dello Scudetto ed è tornato a discutere con i colleghi commissionati di ‘Copa90’ per rivelare quale sia stata davvero la chiave di tanto successo sia come collettivo che come individuo, in un mare di centrocampisti talentosi in giro per l’Europa.
“Tutti mi conoscono come trequartista ma la scelta di Inzaghi in quella partita di Champions League contro il Barcellona, in sostituzione a Brozovic, ha cambiato tutto. In quella circostanza ho anche segnato e vincemmo 1-0, da lì ho iniziato a giocare in quel ruolo e mi sono sentito da subito a mio agio“, ha aperto il calciatore.
Che sia stata un’intuizione profetica o la semplice conseguenza di un bisogno momentaneo, Inzaghi ha azzeccato ogni passo. E Calhanoglu sembra aver risposto alla grande anche in seguito, nei mesi che da quel momento in poi hanno marchiato indelebilmente il suo cammino ascendente in nerazzurro.
Eppure un calciatore del suo calibro deve aver preso ispirazione da qualcuno, verrebbe da pensare. Ma il turco è sincero: “No, non mi sono mai ispirato a nessuno se non a me stesso. Ovviamente ho degli idoli e forse il loro gioco ha influito, anche se Pirlo non difendeva come faccio io. Mi piacevano Gerrard, Lampard e Xabi Alonso. Da ognuno ho potuto prendere in prestito qualcosa ma preferisco essere me stesso“, ha puntualizzato con degno orgoglio. Del resto l’allargamento dei propri margini di crescita è sempre il frutto del lavoro personale, qualcosa che la semplice ispirazione non può affatto regalare ai grandi campioni.
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