Solo tanti elogi per il centrocampista turco dell’Inter allenato in Nazionale dalla vecchia conoscenza di Serie A, Montella. Ecco i motivi dell’essere “il migliore nel suo ruolo”
I numeri sono spesso un contorno utile soltanto a fini statistici, per rimarcare l’operato di un calciatore o una squadra nella sua interezza. Eppure in alcune circostanze specifiche tali numeri assumono un significato diverso, più alto e fine. Come nel caso di Hakan Calhanoglu, assoluto protagonista con la maglia dell’Inter in una stagione da incorniciare per risultati raggiunti sia assieme al resto del gruppo che fronte individuale.
Nelle trenta presenze maturate in campionato il centrocampista turco ha piazzato tredici reti e tre assist, avendo rappresentato in quasi la totalità delle occasioni il rigorista prescelto da Simone Inzaghi per la battuta dei calci di rigore. Declassato Lautaro Martinez, ugualmente essenziale in zona realizzativa, il mediano ha funto da elemento di supporto offensivo aggiuntivo alla manovra di costruzione nerazzurra anche in Supercoppa Italiana e Champions League. A questo si è poi aggiunto anche un altro fattore essenziale per Inzaghi, per certi versi scoperto da poco dall’ex Milan: quello difensivo, fra ripiegamenti efficaci e chiusure degne di un mediano nato in quel ruolo. Insomma, Calhanoglu è divenuto in poco tempo calciatore completo ed imprescindibile in qualsiasi palcoscenico lo si vedesse giocare.
Ad esser particolarmente felice di tale evoluzione professionale è anche il suo allenatore in Nazionale, già incontrato in passato nella sua breve esperienza sulla panchina rossonera, Vincenzo Montella.
Se sotto una certa lente potrebbero sembrare parole di convenienza adottate per poetare acqua al propri mulino, dall’altra parte il pensiero dell’ex calciatore è unanimemente condiviso. “Era arrivato al Milan con grandi aspettative, centrocampista di grandissima tecnica. Nell’ultimo periodo ha dato dimostrazione di essere il più forte al mondo nel suo ruolo e vi spiego perché”, ha ammesso Montella in un intervento mediatico per il canale ufficiale della Serie A.
“Detta i tempi della squadra riuscendo a far bene sia la fase offensiva che quella difensiva. È diventato un calciatore maturo, moderno e dalla tecnica immutata nel tempo”, ha aggiunto facendo il punto della situazione. Ora l’estro del turco potrà tornare utile anche alla sua Nazionale in vista degli impegni internazionali estivi nel calderone dell’Europeo oltre che continuare ad essere fulcro del gioco dell’Inter anche nel prossimo futuro.
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