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Inter News: tutte le ultime notizie nerazzurre

Perché (alcuni) tifosi dell’Inter ce l’hanno con Oriali

Gli interisti, adesso, ce l’hanno anche con Lele Oriali. Continuano gli assurdi attacchi alla leggenda nerazzurra

Martedì 20 agosto l’Inter ha augurato buon compleanno al club manager Riccardo Ferri. L’ex stopper nerazzurro ha infatti compiuto sessantun’anni e la società ha voluto giustamente celebrare con un messaggio social la carriera di un uomo da sempre (salvo brevi parentesi) legato all’universo interista. Sotto il post di auguri dell’Inter a Ferri, tantissimi follower nerazzurri hanno tuttavia scelto di concentrarsi su altro.

Gabriele Oriali, coordinatore tecnico del Napoli (screen) – interlive.it

Oriali si è adeguato al modus operandi di Andonio, mancandoci di rispetto, parlarne ancora come di una bandiera vuol dire vivere 40 anni indietro“, si legge in uno delle tante risposte al post nerazzurro E ancora: “Oriali si è comportato da codardo, per me è come se non esiste“. E poi: “Auguri mitico Rick, interista d’acciaio, non come quell’altro che ora sta a Napule…“. C’è chi colpisce ancora più duro, quasi gratuitamente. “Oriali doveva essere la garanzia per un’ex bandiera juventina all’Inter“, scrive un utente rievocando il ritorno in nerazzurro nel luglio 2019 nel ruolo di first team technical manager. “Si è rivelato essere lo zerbino di Antonio Conte. Punto. Ha buttato nel ce**o la sua storia“.

Gabriele Oriali ha cominciato a giocare nell’Inter nel 1966: aveva tredici anni. Dal 1970 al 1983 è stato un titolare fisso dell’Inter, con cui ha vinto due Scudetti (1970-71 e 1979-1980) e due Coppe Italia (1977-78, 1981-82). Nell’82’ era anche nella Nazionale Italia che vince il Mondiale in Spagna. Poi, però, nel 1983 passò alla Fiorentina. Per poi ritirarsi nel 1987.

Tutti contro Oriali: i tifosi nerazzurri attaccano la leggenda

La sua carriera da dirigente non è partita all’Inter: ha lavorato prima con la Solbiatese, poi nel Bologna e infine nel Parma. A Milano tornò con Moratti, nel 2000. E ci lavorò per undici anni, sempre come responsabile dell’area tecnica, diventando negli anni di José Mourinho di nuovo un simbolo nerazzurro amatissimo dai tifosi.

Poi, però, la sua esperienza nerazzurra si concluse bruscamente a fine agosto, 2021 quando la proprietà cinese volle sollevarlo dall’incarico. Da lì in poi cominciò a collaborare con Conte, nella Nazionale italiana. E proprio grazie a Conte tornò poi per due stagioni all’Inter.

Adesso molti supporter interisti si dicono indignati nell’ascoltare le parole pronunciate da Oriali come nuovo coordinatore tecnico del Napoli. E cos’ha detto di così grave l’ex mediano nerazzurro? In pratica ha dichiarato di essere entusiasta di questa nuova avventura e di essersi emozionato per l’accoglienza ottenuta dai tifosi azzurri. Tutto qua. Ma tanto è bastato a scatenare l’odio di molti tifosi dalla memoria corta. E ora accusano di aver tradito più volte l’Inter. In realtà, Oriali, almeno da dirigente, non ha mai voluto lasciare il club nerazzurro: è stato mandato via e ha anche dichiarato che non se lo sarebbe mai aspettato.

In alcune interviste ha lasciato intendere che negli anni di Zhang a viale della Liberazione c’era un po’ di confusione, ma non è mai stato irrispettoso e non ha mai mostrato rancore nei confronti della proprietà cinese. Di certo non si merita un trattamento del genere. Ma cosa fece per farsi cacciare dall’Inter. Poco prima che Conte si dimettesse da allenatore dell’Inter, Lele parlò alla stampa in cui si dicendosi preoccupato per la disorganizzazione generale del club. Era evidente che parlasse per Conte. Ma tanto è bastato a renderlo di colpo poco digeribile per Zhang e per molti interisti.

Ora che è passato al Napoli, tutti quelli che aveva taciuto per rispetto nei confronti della sua storia sono tornati alla carica. Con offese puerili. Al Napoli Oriali ci lavora, perché è un professionista e perché si trova bene con Conte. In ciò non c’è assolutamente nulla di scandaloso. Doveva forse andare in pensione per far contenti certi utenti di X?

 

Giuseppe Franza

Napoletano che vive e lavora a Roma ma tifa Inter. Scrivo per professione e diletto. Ho collaborato con varie riviste culturali e siti online, corretto bozze ed editato o riscritto libri. Mi piacciono la filosofia medievale, i film horror anni ’70 italiani e la musica krautrock. Idolo calcistico: Ivan Zamorano.

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