L’Inter segue il crack brasiliano: un giovane centrocampista intelligente e tatticamente assai promettente
Il ragazzo gioca nel Corinthians, grande fucina di talenti. L’anno scorso si è parlato spesso Gabriel Moscardo, poi finito al PSG (e girato subito in prestito allo Stade Reims), ma c’è un altro centrocampista di livello che potrebbe presto arrivare in Europa. Su di lui potrebbe muoversi anche l’Inter. Il club nerazzurro potrebbe infatti inviare presto i suoi scout per visionarlo e capire se conviene davvero investire per il classe 2005.
Si chiama Breno Bidon, nasce come trequartista ma può giocare anche come regista o mezzala. In poco più di cinque gare ufficiali con la prima squadra si è subito dimostrato un elemento prezioso dal punto di vista tattico, intelligente, forte e bravo nelle due fasi. Sì, si chiama Bidon, ma il suo acquisto non sembra destinato a farsi rimpiangere.
Non è il classico dribblomane carioca abile a portare palla o a disegnare lunghe parabole: è più un playmaker moderno. Potrebbe essere descritto come un numero 8 bravo nei passaggi e nell’interdizione, dotato di ottima tecnica ma anche di grande concretezza. Usa bene il sinistro, mentre con il destro sembra sempre un po’ in imbarazzo. Non è un colosso ma sa farsi rispettare dal punto di vista atletico e agonistico. La sua dote migliore è la visione di gioco: ha quello che si chiama un buon senso del piazzamento. Sa contrastare, anticipare e arrivare al tiro.
Dal punto di vista tecnico, Bidon potrebbe essere un buon erede di Calhanoglu per il modo in cui riesce a superare le linee con i suggerimenti verticali di prima, per l’abilità nei lanci e negli allunghi ai laterali. Come il turco, sa gestire il pallone, costruire, resistere alla pressione avversaria e agevolare la ricerca della profondità.
In Brasile lo hanno più volte paragonato a Pedri, invece. A Rodri (e non a caso viene anche accostato al City) e, addirittura, a Iniesta. L’anno scorso qualcuno aveva sollevato delle critiche sulla sua statura: sul web ci sono molti articoli brasiliani datati 2023 dove il ragazzo veniva etichettato come un baby che poteva farsi male giocando in mezzo ai grandi. Ma Bidon ha dimostrato di sapersela cavare egregiamente.
Oggi, il suo valore si attesta intorno ai 5 milioni. Continuando a mettersi in mostra potrebbe presto diventare troppo costoso. L’Inter potrebbe prenderlo in considerazione come affare low-cost, così com’è stato per Palacios. Qualora il prezzo restasse sotto i 6-7 milioni, quindi, si potrebbe anche ragionare.
Mai come quest’anno l’Inter ha investito sui giovani talenti. Quasi tutti sono stati mandati a farsi le ossa in Primavera. L’argentino Palacios, invece, è stato aggregato alla prima squadra. Presto potrebbe anche esordire.
A quanto pare, l’Inter non si concentra solo sui giocatori sudamericani. Da tempo, come insegna il caso Bisseck, è attenta anche a quello che succede in Nord Europa. Tempo fa i media norvegesi avevano ipotizzato un interesse dei nerazzurri per il laterale sinistro ventenne Sondre Orjasaeter, protagonista con la Nazionale U21 del suo Paese e giocatore chiave del Sogndal fino allo scorso anno. Quest’estate è passato al Sarpsborg dov’è già un titolare. Costa sui 2-3 milioni, sa dribblare, contrastare e segnare. Gioca come ala, ma può fare anche il laterale a tutta fascia.
Seppur così giovane, sembra essere molto maturo dal punto di vista tecnico e tattico. Nei video che circolano in rete lo si vede chiedere palla, puntare gli avversari, tagliare dentro e cercare l’assist con enorme facilità. Sa cercare la profondità ed essere utile nella costruzione, giocare più largo o sovrapporsi agli attaccanti.
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