Ad oltre due settimane di distanza dal match di San Siro, nerazzurri e azzurri tornano ad essere inserite nello stesso discorso: incombe il rischio tribunale
Una gara sentita, importante, finita con un pareggio che alla fine, complice il rigore sbagliato da Hakan Calhanoglu sul punteggio di 1-1 a 15′ dalla fine, ha accontentato più i partenopei che i nerazzurri. Una partita che però, complice la sosta delle nazionali e le veementi polemiche lanciate subito nel post-gara da Antonio Conte, ancora fa parlare.
Non è infatti sfuggito a nessuno che uno degli obiettivi del tecnico salentino – l’arbitro Mariani, reo di aver concesso il penalty alla Beneamata e di non esser stato coadiuvato dal VAR nell’occasione – è stato relegato al ruolo di semplice ‘VAR’ nella domenica immediatamente successiva al big-match del ‘Meazza‘. Nessuna gara di A o di B per il fischietto di Roma, che pure era stato designato da Rocchi per una delle partite più importanti da inizio stagione.
Le polemiche sull’arbitraggio dell’incontro, abilmente schivate da Marotta, sono però quasi nulla rispetto a ciò che è accaduto in seguito alle rivelazioni del giornalista Walter De Maggio di ‘Radio Kiss Kiss’. Quest’ultimo avrebbe infatti assicurato che ci sia una precisa volontà del dirigente meneghino di portare all’Inter il portiere azzurro Alex Meret alla fine di questa stagione.
Smentito dal collega Umberto Chiarello, che ha catalogato come infondato il rumor, De Maggio ha – come si legge nella descrizione di quanto accaduto, riportato dal primo sul suo profilo X – ‘diffidato tramite avvocato di risponderne davanti all’autorità giudiziaria, perché la smentita sarebbe ritenuta lesiva della sua reputazione‘. Un terremoto assurdo per una delle tante indiscrezioni di mercato.
Chiarello, incredibilmente chiamato ora a difendersi dalle accuse ben circostanziate da De Maggio, ha stilato una sorta di promemoria pubblico, elencando tutti i motivi per cui a suo dire non ci sarebbe alcun appiglio per le ragioni del conduttore radiofonico e televisivo.
Lo ha fatto, come anticipato, su X, confermando le notizie in suo possesso e sostanzialmente derubricando come privi di fondamento i capi d’imputazione che si vorrebbe meritevoli di una causa in tribunale.
Insomma, per una volta che tecnici, dirigenti e addetti ai lavori più o meno di parte avevano messo una pietra sopra una rivalità destinata a durare fino a fine anno, ci hanno pensato due esponenti del mondo napoletano a darsi battaglia in merito ad un rumor non certo nuovo nello storico del calciatore e del dirigente loro malgrado ‘coinvolti’ nella disputa.
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