Squadra e Inzaghi in disarmo al ‘Franchi’. Per proporzioni sembra una Bologna 2.0
Il campionato per l’Inter non è finito ieri, ma la disfatta del Franchi lascia sensazioni a dir poco negative. In primis di dejà-vu con la partita di Bologna del 17 aprile 2022, con questa che ha messo soprattutto a nudo una condizione atletica della squadra (e di alcuni singoli) preoccupante anche in chiave Champions. Il centrocampo, grande punto di forza, completamente in disarmo.
Come ci è apparso Inzaghi durante e dopo la gara, in cui la Fiorentina ha divorato l’Inter pur avendo i giocatori contati. Palladino ha bloccato le corsie esterne e costretto i nerazzurri ad andare sempre centralmente, sbattendo contro un muro.
Non crediamo alla mancanza di motivazioni o cavolate del genere in una partita dal peso così enorme, ma certo c’è stata un po’ di supponenza, figlia forse del fatto che la Fiorentina stesse con le pezze sul sedere. Ma questa è un’Inter che dal mercato non ha avuto nulla, e che sta tirando al massimo il motore da inizio anno pur non essendo più sul piano fisico, anche a causa dei tanti infortuni, quella dominante della passata stagione.
Ciononostante ha fin qui tenuto un passo da vetta della classifica, pur avendo 9 punti in meno rispetto a un anno fa, qualificandosi direttamente agli ottavi Champions. Nessun miracolo, intendiamoci, ma nemmeno niente di scontato data pure l’elevata età media della rosa e i diversi giocatori, specie tra le cosiddette alternative, che si sentono già fuori dai piani futuri. Tra mettere la gamba e tirarla via, è un attimo. Sotto questo aspetto, ci sono delle similitudini con il 2022/2023.
Lo Scudetto è certamente ancora possibile, però bisogna vedere se l’Inter sarà capace di tenere testa al Napoli di Conte anche sul piano dei nervi. Già 3 punti appaiono tanti, considerato che Lukaku e compagni non hanno le coppe e che Conte ci sguazza in situazioni del genere, figurarsi se il distacco dovesse aumentare. E aumenterà sabato sera, a meno di un’impresa dell’Udinese al ‘Maradona’. L’Inter in versione cacciatrice, nel passato recentissimo, alla fine non è mai stata vincente.
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