Affidamento estremo su Lautaro e Thuram, l’Inter urge di altri attaccanti di valore. È boom di svincolati sul mercato ma le idee di Marotta sono chiare
Sulla carta sono in cinque, ma nella pratica è come se fossero soltanto in due. I soliti due, potremmo aggiungere. Lautaro Martinez e Marcus Thuram, il tandem offensivo che tanto splende e fa esultare i tifosi, lasciato fin troppo carico di responsabilità quando determinate situazioni di gioco richiedono l’apporto anche degli altri attaccanti presenti in rosa.
Finora né Mehdi Taremi né Marko Arnautovic, per motivazioni differenti, possono dire di aver contribuito davvero alla creazione di occasioni importanti per l’Inter.
L’iraniano ex Porto è ancora molto lontano dalla migliore versione di sé, vista all’opera qualche anno addietro in Champions League, probabilmente per una questione di ambientamento alla sua primissima stagione in Serie A. Qualcosa di giustificabile, certo, se fossero ancora le prime settimane di permanenza.
L’esperto austriaco, invece, sembra essere avvolto da una strana forma di repulsione al gol quando si trova in prossimità della porta avversaria. Come visto più volte, anche contro la Fiorentina. Non analizzabile per mancanza di minuti, infine, Joaquin Correa.
Alle condizioni attuali, quindi, Inzaghi si trova a dover gestire incastri offensivi poco funzionali. Almeno uno fra Lautaro e Thuram dovrebbe restare in campo fino alla fine della partita, per sperare di trovare la via del gol.
Manca, in altri termini, un sostituto che funga da raccordo quando la ‘Thu-La’ viene spezzata e che sappia svolgere gli stessi compiti del titolarissimo di stanza in sua vece, senza però grandi pretese.
Per gli agenti degli svincolati attualmente presenti sul mercato, questa situazione appare particolarmente invitante, al fine di piazzare forze fresche in un club evidentemente bisognoso di rinforzi. Fresche per modo di dire, visto che nella maggior parte dei casi si tratta di minestre riscaldate più volte. Come nel caso di Mariano Diaz, ex centravanti del Real Madrid, oppure Diego Costa, vecchia conoscenza dell’Atletico Madrid.
Nessuna di queste opzioni, tuttavia, stuzzica l’Inter di Inzaghi. La motivazione? È anagrafica. Una caratteristica che la proprietà Oaktree preferirebbe ignorare a prescindere dalla resa realizzativa e dalle esperienze pregresse dei singoli. Perché si sa, Marotta ed Ausilio lavorano puntando al futuro. Solo giovani e promettenti ammessi.
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